C’è l’ombra dei clan sulle sale scommesse abusive. Gli affari del gioco clandestino sono appetibili per Cosa nostra, Camorra e Sacra corona unita. Un circuito sommerso che il Servizio centrale operativo della polizia ha scardinato con un’operazione tra Palermo, Bari e Napoli. Su dodici sale giochi abusive sequestrate, dieci sono state scoperte a Palermo.
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Surgelati, olio d’oliva, pomodorini così i clan dettano i prezzi a tavola.
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«Un pomodorino pachino o un’insalata pagati all’agricoltore dai 20 ai 40 centesimi al chilo arrivavano al banco del fruttivendolo o del supermercato con un rin¬caro del 300 per cento». Parole dell’ultimo pentito di mafia che ha rilanciato l’allarme sulle agromafie. L’autotrasportatore gelese Gianluca Costa è stato un testimone diretto del patto fra i fedelissimi di […]
Mafia, Quattro narcos in visita a Palermo per il patto della coca.
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Il 18 settembre dell’anno scorso, intorno alle 13,55, tre cittadini sudamericani chiacchierano e ridono nella sala arrivi dell’aeroporto “Falcone e Borsellino”. Sono appena sbarcati dal volo Rayanair 996, Madrid-Palermo. Aspettano qualcuno, che arriva un’ora dopo con Volotea, proveniente da Venezia. Ha gli stessi tratti da sudamericano, il quarto uomo, la stessa aria da quarantenne che […]
Mafia, corse di cavalli truccate: chiude l’ippodromo.
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Una corsa truccata a fine febbraio e il sospetto di infiltrazioni mafiose nella gestione delle scommesse. Sono gli ingredienti che hanno portato alla chiusura, a tempo indeterminato, dell’ippodromo “La Favorita” di Palermo. Il presidente del consiglio di amministrazione della società Ires spa che gestisce l’impianto, Giovanni Cascio, ha inviato una relazione al ministero delle Politiche […]
Ultrà Atalanta: 20 arresti per spaccio, rapine e violenze negli stadi. Indagato anche il figlio del procuratore.
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La Squadra Mobile di Bergamo e lo Sco della polizia di Stato ci hanno lavorato su per un anno e mezzo: il risultato, per ora, sono venti persone arrestate, quasi tutti ultrà atalantini. Tra gli indagati anche il figlio del procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno. Francesco Buonanno ha avuto la misura cautelare dell’obbligo di […]
Bari, fuochi d’artificio dopo l’omicidio: la festa del quartiere Libertà a un’ora dall’agguato.
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Fuochi d’artificio per festeggiare una scarcerazione eccellente, il compleanno del nipote del boss o il matrimonio della cugina. Una forma di pressione sociale, tutta barese, che la sera del 6 marzo ha raggiunto livelli allarmanti quando l’oggetto dei festeggiamenti è stato un agguato mortale.
“Droga, armi, estorsioni a Foggia è vera mafia ma nessuno denuncia”.
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Tre non è il numero perfetto. «In Italia ormai da tempo non esistono più soltanto mafia siciliana, camorra e ‘ndrangheta. C’è una quarta mafia, con caratteristiche diverse ma altrettanto forte, organizzata e se possibile ancora più impenetrabile: è la Società foggiana». Attorno al campo di Rignano si sente ancora la puzza di bruciato, in lontananza […]
Cronista minacciato, condannati i boss.
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Dopo due anni di udienze, i giudici hanno praticamente sposato la tesi del pm Francesco Caleca della Dda che ha diretto le indagini della Guardia di Finanza. Primo grado pesante per Femia, per il figlio Nicola Rocco Maria (15 anni ), per la figlia, Guendalina (10 anni e 3 mesi ), e per il genero, […]
Il giudice con la coca, scatta il trasferimento.
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Un altro blitz della squadra mobile diretta da Rodolfo Ruperti, contro 13 fra trafficanti e spacciatori, ha sorpreso un giovane avvocato che si faceva portare la cocaina da un cliente, direttamente in studio ma anche una giovane che utilizzava un telefonino intestato alla Corte dei Conti per contattare il pusher. Poi, un politico e un […]
La mafia che tiene sotto scacco i sindaci. “Dovete favorirci”.
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L’ambasciatore del boss si presentò con una ricetta medica al Policlinico. Cercava l’ambulatorio del chirurgo sindaco di Alcamo, Sebastiano Bonventre. Per recapitare un messaggio chiarissimo: «Ci dovrai favorire nelle scelte amministrative che farai». Era il giugno 2012, pochi giorni dopo l’elezione del nuovo primo cittadino. «Parlava sempre al plurale», denunciò poi il chirurgo alla polizia
