Dopo la sentenza con cui la Consulta ha dato ragione al Quirinale sulle intercettazioni del capo dello Stato, il procuratore di Palermo prende le distanza dal suo ex “aggiunto”: sono sue opinioni, gli atti di giustizia vanno rispettati. Di Pietro difende il Pm.
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Il sollievo di Napolitano: tutelato il Quirinale.
Con la sentenza della Consulta si chiudono finalmente mesi di tensione e di gravi polemiche istituzionali tra il Quirinale e la Procura di Palermo. Ora attesa per le motivazioni.
Stato-mafia, sì al ricorso del Colle. “Le intercettazioni vanno distrutte”.
Napolitano, procura di Palermo.
Quattro ore di camera di consiglio per una decisione che dà ragione al Presidente Napolitano su tutta la linea. La difesa della Procura aveva sottolineato il carattere “fortuito” degli ascolti.
Quelle telefonate con Mancino tra sospetti e intercettazioni.
Nicola Mancino.
Il timore dell’ex capo del Viminale di essere coinvolto nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Il tentativo di scavalcare il procuratore Grasso e l’intervento sulla Cassazione.
“Il Quirinale colpisce le istituzioni e con questa sentenza bizzarra la politica ha prevalso sul diritto”.
Ingroia.
“La sentenza della Corte – afferma Antonio Ingroia – è un brusco arretramento al principio di uguaglianza fra i poteri dello Stato. I magistrati hanno rispettato la legge”.
Giovane ucciso, 1000 euro per inviare sms ai killer.
Omicidio,Lino Romano,arresto
Aveva accettato di mandare l’sms agli assassini in cambio di mille euro: Anna, la donna che ha raccontato i retroscena dell’omicidio di Pasquale Romano, aveva bisogno di quei soldi per curare la figlia gravemente malata.
Arrestato un killer di Lino Romano grazie al pentimento di una donna.
Omicidio,Lino Romano,arresto
Colpo del fronte anticamorra. Arrestato un sicario del commando che uccise Lino Romano, vittima innocente della ferocia camorristica. L’agguato avvenne a Marianella nella notte del 15 ottobre mentre il giovane stava andando a giocare a calcetto.
Feroci, temuti e ventenni ecco i nuovi boss della camorra.
Mariano Abete,Salvatore Paduano,Scampia,Gionta
Per trovare lo scettro dei capi, ormai devi cercare le facce larghe di bambini. Feroci e acerbi. Gonfi di potere. Spesso, analfabeti. Due sono stati catturati in un giorno, giovanissimi e latitanti: Mariano Abete, ras della camorra di Scampia, designato dal padre-padrone del clan Arcangelo. E Salvatore Paduano, rampollo di quell’inestirpabile dinastia dei Gionta che […]
La mafia investe nell’alimentare, confiscato ortofrutta.
Il tesoretto di Giuseppe Gelsomino, condannato nel 2008 per associazione mafiosa e morto nel 2011, era “nascosto” nel “Giardino della frutta”. Il provvedimento di confisca ha raggiunto il figlio.
Racket, al posto dei soldi un paio di scarpe firmate.
Monica Vitale.
La pentita Monica Vitale parla di regali fatti da alcuni negozianti del centro ai boss, ma i commercianti hanno negato qualsiasi forma di pizzo.
