“Stato-mafia, da Mancino pressioni sul Quirinale”.

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Il 6 dicembre dell’anno scorso, il senatore Nicola Mancino uscì dal palazzo di giustizia di Palermo, dove era stato interrogato sulla trattativa mafia–Stato, e telefonò alla moglie. «Non ho detto niente di Gava», spiegò. E non sospettava affatto di essere intercettato dagli investigatori del centro operativo Dia di Palermo, su ordine della Procura.

Mannino, Ciancimino, Dell’Utri con le cosche un patto in tre fasi.

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Dopo quattro anni di indagini, la Procura di Palermo e la Dia riten¬gono di aver ricostruito i retroscena della trattativa fra uomini dello Stato e i vertici di Cosa nostra. Quel dialogo segreto avrebbe avuto tre fasi: ecco la novità contenuta nell’avviso di chiusura delle indagini firmato ieri dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai […]

Il caffè della mafia imposto ai bar.

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Adesso Cosa nostra ha anche il suo caffè espresso, che cerca di impone ai bar del centro. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza ha scoperto che dietro la società “Caffè Florio”, che rifornisce decine di locali a Palermo e in tutta la Sicilia, ci sarebbe un boss ritenuto da sempre vicino a […]

Il governatore in aula per voto di scambio ma l’informativa del Ros risulta “dispersa”.

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Il procuratore aggiunto Zuccaro li definisce “atti momentaneamente dispersi”. Sono i riscontri che i carabinieri del Ros hanno trovato alle dichia-razioni del pentito agrigentino Maurizio Di Gati che ha parlato di voti dati dalle cosche agrigentine all’Mpa di Raffaele Lombardo in cambio di appalti alle imprese vicine a Cosa nostra, come ad esempio quelle dell’imprenditore […]