Il racket del pizzo, non risparmia nessuno, neppure i cinesi. Vittime di intimidazioni, minacce e percosse, i titolari di un negozio cinese ubicato a Gravina, in pieno centro, hanno permesso, senza esitazioni, l’arresto dei loro aguzzini.
testata giornalistica: LA SICILIA
Il parente è deceduto. Col “Gabbiano” vola via.
Clan Santapaola,onlus,ambulanze,estorsioni
Le grinfie di una organizzazione mafiosa, nello specifico quella facente capo al clan Santapaola Ercolano, sul servizio delle ambulanze operante per il traspor-to di persone decedute nell’ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale. Una associazione onlus, denominata «Il Gabbiano», infatti, come hanno avuto modo di appurare i carabinieri dopo alcuni di mesi di attività […]
Bloccato il carico di marijuana per le feste. Su due furgoni erba per 10 milioni di euro.
Marijuana,Albania,arresti,Catania
L’erba destinata ad adornare il presepe proveniva dall’Albania e, a quanto pare, aveva effetti stupefacenti. Viaggiava su due grossi furgoni bianchi, uno dei quali con targa di cartone, ma non ha mai raggiunto la destinazione designata.Già, perché nel corso di un normale servizio di controllo dei territorio eseguito lungo la strada statale 114, nel tratto […]
Imponevano di votare per un loro parente
Adrano,racket,agricoltura,politica
Imponevano il pagamento del pizzo in campagna, garantendo, in cambio, la protezione del fondo agricolo e far stare così tranquillo il proprietario. E’ questo il risultato dell’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Paternò e della stazione di Adrano che per mesi hanno controllato movimenti e spostamenti di tre persone.
Brusca: «Mangano era il nostro inviato da Berlusconi».
Trattativa,Stato,mafia,processo,Giovanni Brusca
«Nel 1991, c’era interesse a contattare Dell’Utri e Berlusconi perché attraverso loro si doveva arrivare a Bettino Craxi, che ancora non era stato colpito da Mani Pulite, perché influisse sull’esito del maxiprocesso». Giovanni Brusca – al secondo giorno del suo interrogatorio nell’aula bunker di Milano – apre il capitolo dei contatti avviati da Cosa nostra […]
In manette un 35enne con la droga sotto il letto.
Gianfranco Fazio,droga,arresto
Giornata di controllo antidroga per i carabinieri di Messina, che nella zona sud della città hanno trovato un altro discreto quantitativo di marijuana. A casa di Gianfranco Fazio i militari dell’Arma hanno infatti trovato 13 dosi di marijuana e altri 2,6 grammi della stessa sostanza, non ancora confezionata. La droga era nascosta sotto il letto […]
Imprenditori che chiedevano favori e vittime che pagavano da 20 anni.
Operazione Reset,clan Ercolano-Santapaola
Operazione nella notte della Guardia di Finanza: arrestate 24 Persone guidate dal carcere da Giuseppe Zucchero e accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione ,usura, droga, armi, rapine, danneggiamento e incendio doloso. Ci si rivolgeva ai mafiosi pure per recuperare crediti insoluti.
Un calabrese arrestato con mezzo kg di marijuana.
Rocco Puzzo,marijuana,arresto,traghetto
Il sacchetto verde e gli imballaggi non sono riusciti a nascondere l’odore di mezzo chilo di marijuana. Così è stato arrestato un corriere calabrese che trasportava mezzo chilo di droga sul traghetto proveniente dalla Calabria. Rocco Puzzo, 42 anni, è stato ammanettato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile, appena la nave ha attraccato a Messina.
«Contro le stragi Mori favorì l’ala più moderata mafiosa».
Processo Mori,appello
Così scrive il pubblico ministero Nino Di Matteo nell’appello, che la Procura di Palermo ha depositato ieri, contro la sentenza che, lo scorso 17 luglio, ha assolto, «perché il fatto non costituisce reato», l’ex generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu.
Affari di mafia sull’asse Catania-Lentini. Così Nardo aiutava il clan Santapaola.
Clan Nardo,sequestro,beni,Lentini
Un colpo duro, l’ennesimo in termini economici per il clan lentinese dei Nardo, fedele alleato del clan Santapaola.Diciotto milioni di euro di beni sequestrati dalla Dda, attraverso l’azione dei carabinieri di Siracusa. I magistrati hanno messo, ancora una volta “le mani in tasca” al clan bloccando attività in apparenza lecite.
