La pena è stata disposta dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria che ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado, con cui era stato condannato a 10 anni di carcere per coltivazione di sostanza stupefacente.
Dossier: Rassegna Stampa
Presi i fiancheggiatori di Mico Condello.
Quattordici persone sono state fermate su ordine della Dda reggina, per le quali sussistono gravi indizi di colpevolezza e pericolo di fuga. Sequestrate anche tre società riconducibili agli arrestati. Il tutto per un valore di 9 milioni di euro. Si stringe il cerchio attorno all’imprendibile latitante.
In due dalla stessa per il pizzo.
Grazie alle intercettazioni telefoniche fatta luce su una sparatoria avvenuta due anni fa. Nel mirino di una coppia di sicari dei “cursoti milanesi”, erano finiti due esponenti del clan Cappello, scampati alla morte. Alla base della vicenda, un imprenditore edile “conteso” tra due gruppi criminali. Tre le persone in manette.
Attak nei lucchetti di Villa Virginia. Altro ristorante nel mirino del racket.
Intimidazione nel territorio del boss Lo Piccolo. Il locale, che organizza feste e ricevimenti, fa capo alla famiglia Vinci. Qualche giorno fa era toccato al locale “A Vucciria”.
“Riciclarono il tesoro di Ciancimino”. Condanne per il figlio e due avvocati.
Ciancimino, Lapis, Ghiron.
Sconto di pena ma condanne che diventano definitive per Massimo Ciancimino, Gianni Lapis e Giorgio Ghiron. Definiva pure la confisca di 60 milioni, ma i difensori sostengono che dovranno essere restituiti.
Stragi del ’93, “Spatuzza credibile”. Ergastolo per il boss Tagliavia.
Spatuzza, Tagliavia.
Diciotto anni dopo gli eccidi hano un nuovo colpevole. Francesco Tagliavia partecipò ai summit e mise a disposizione tre uomini. I giudici hanno ritebnuto attendibile pure Pietro Romano.
Estorsione e truffa. Assolti due fratelli imprenditori.
Un processo a carico dei fratelli Antonino e Giuseppe Cavatoi, scaturito dalla concessione di un prestito accordato ad un legale in difficoltà economiche. Le accuse a carico dei due imprenditori sono cadute.
Mafia del cemento, 5 richieste a giudizio.
Sistema 2.
Si tratta del vasto giro di mazzette per l’esecuzione di lavori pubblici nella fascia tirrenica. Coinvolto per favoreggiamento l’imprenditore messinese Carlo Borrella.
Pianta di “erba” alta due metri coltivata in casa.
A finire in manette è stato Giuseppe Beccalli, 42 anni. Nella sua abitazione sono saltati fuori circa 20 grammi di sostanza stupefacente ed una pianta di cananbis indica.
Sul camper 17 chili di stupefacenti. Condanna per marito e moglie.
La vicenda risale all’estate del 2010, quando la coppia era stata bloccata all’uscita dell’autostrada da Messina. In un trolley c’erano diversi panetti di droga, per un valore di mezzo milione di euro.
