Salvatore Boemi, procuratore aggiunto e coordinatore della Dda, lancia l’allarme in seguito all’autobomba che ha ucciso l’imprenditore Domenico Gullaci: ‘ E’ un fatto devastante a pochi giorni dalle elezioni e proprio quando in Calabria stanno per arrivare migliaia di miliardi di finanziamenti pubblici’.
Dossier: Rassegna Stampa
Chiesto il rinvio a giudizio di Pergolizzi per concorso esterno in associazione mafiosa
Chiesto il rinvio a giudizio di Pergolizzi per concorso esterno in associazione mafiosa
L’imprenditore milazzese Vincenzo Pergolizzi è stato rinviato a giudizio. Le accuse sono pesanti. Secondo gli inquirenti, l’uomo sarebbe stato per anni fiancheggiatore e finanziatore di alcuni clan catanesi, dei gruppi messinesi comandati da Sparacio e Marchese e della ‘famiglia’ di Giuseppe Gullotti.
Imprenditore cosentino si ribella al racket
Imprenditore cosentino si ribella al racket
Francesco De Caro, imprenditore edile di Montalto, si ribella al racket. Dopo anni di avvertimenti e vessazioni, in ultimo un ordigno, per fortuna non esploso, davanti alla sua azienda, denuncia e dice basta al terrorismo mafioso.
Agguato di camorra, due feriti
Agguato di camorra, due feriti
Due pregiudicati finiscono nel mirino dei pistoleri. Si tratta di Giovanni Russolillo, 34 anni e dello zio Carmine Perna, 49 anni, legati al gruppo malavitoso Marfella – Contino.
Concorso esterno in ‘ndrangheta. Condannati i Graviano e altri 10
Concorso esterno in 'ndrangheta. Condannati i Graviano e altri 10
Ancora una condanna per Filippo e Giuseppe Graviano, mafiosi di Brancaccio. Stavolta sono ritenuti anche ‘concorrenti esterni’ della ‘ndrangheta. Insieme a loro condannate altre 10 persone che rispondono di traffico di armi, droga ed esplosivi.
L’uomo che guidando la cosca degli ‘stiddari’ dichiarò guerra a Cosa Nostra
L'uomo che guidando la cosca degli 'stiddari' dichiarò guerra a Cosa Nostra
Giuseppe Montanti, secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, sarebbe stato uno degli organizzatori della strategia messa in atto dagli stiddari per dare la scalata al poter di Cosa Nostra. La decisione di eliminare il giudice Livatino era sinonimo di una prova di forza nei confronti degli avversari della mafia tradizionale.
Viaggio di nozze ‘galeotto’
Viaggio di nozze 'galeotto'
Seguono la figlia e catturano il mandante del delitto Livatino. Si conclude così la latitanza del boss Giuseppe Montanti, 44 anni, temuto esponente della ‘Stidda’ di Canicatti’, arrestato dalla Polizia ad Acapulco
Il boss comandava anche da casa
Il boss comandava anche da casa
Vincenzo Buccafusca, indicato come il boss della cosca mafiosa di Porta Nuova, dopo aver ottenuto i domiciliari, era tornato ad occuparsi dei suoi ‘affari’ ordinando da casa omicidi ed estorsioni. A tradirlo sono state le ‘cimici’ che gli inquirenti avevano piazzato nella sua abitazione. Insieme a lui sono finiti in carcere anche 14 complici.
Quindici ergastoli per il gruppo ‘Tigna’
Quindici ergastoli per il gruppo 'Tigna'
Si è concluso in corte d’Assise il processo di primo grado per 25 omicidi compiuti a Catania tra l’81 e il ’93. Il cosiddetto gruppo ‘Tigna’ decimato da 15 ergastoli. Pene tra i 14 ed i 30 anni per i collaboratori di giustizia che hanno consentito di fare luce su quella stessa guerra di mafia.
‘Ergastolano ordinò un delitto da casa’
'Ergastolano ordinò un delitto da casa'
La ricostruzione della Procura dell’omicidio Campora mischia vecchia e nuova mafia. Boss agli arresti domiciliari che ordinano omicidi, vedi Buccafusca, e anziani uomini d’onore che dispensano consigli e gettano acqua sul fuoco, vedi Pietro Lo Iacono.
