Un catanese in trasferta nel Siracusano è stato arrestato dai carabinieri per spaccio di sostanze stupefacenti in occasione di un vasto controllo effettuato anche nelle discoteche. Il corriere della droga trasportava in auto 7 chili di marijuana. La scoperta è stata fatta dai militari di una pattuglia del nucleo operativo della Compagnia di Siracusa nel […]
Dossier: Rassegna Stampa
Sequestrati beni per 12 milioni a esponenti dei clan di Africo.
Sequestro,Beni,clan,Africo,'ndrangheta
“Africoti” in ginocchio nella Capitale anche sul piano finanziario. Ammonta a 12 milioni di euro il valore dei beni sotto¬posti a sequestro preventivo dagli agenti della Squadra Mobile a Roma a presunti esponenti del clan di Africo dei Mollica-Scriva-Morabito.
Sequestrato il tesoretto del capomafia di Bagheria.
Sequestro,beni,Gino,De Salvo,clan,Bagheria
Il nuovo reggente del mandamento mafioso di Bagheria, Gino Di Salvo, era riuscito ad occultare un piccolo tesoretto: quattrocentomila euro in venti conti correnti bancari che i carabinieri del nucleo investigativo han-no individuato e sequestrato insieme ad un appartamento a Bagheria, alcuni lotti di terreno e quattro autovetture.
“Corriere” catanese fermato agli imbarcaderi con quasi 5 kg di cocaina.
Arresto,corriere,cocaina,sequestro,Messina
Pensava di farla franca e di trasportare fino a destinazione un discreto quantitativo di sostanza stupefacente. Ma la missione di Sebastiano Adorno, catanese di 69 anni, è stata interrotta a Messina dagli agenti della Squadra mobile etnea. Appena la sua “Volskwagen Passat” station wagon di colore bianco è sbarcata da una nave traghetto, i poliziotti […]
La procura conferma il teorema Buscetta . “Mafia piramidale ma lui non è il capo”.
Operazione,Ermrs,Messina,Denaro,fiancheggiatori
L’ultimo grande latitante di Cosa nostra, il boss inafferrabile a cui tutti danno la caccia, è un capomafia «pienamente operativo», come lo definisce il direttore del Servizio centrale operativo della polizia Renato Cortese, ma solo o principalmente nel suo regno, la provincia di Trapani. Perché Matteo Messina Denaro non è il capo assoluto di Cosa […]
Arrestati in 11: “Aiutavano il superlatitante”.
Operazione,Ermes,Fiancheggiatori,Messina,Denaro,arresti
Con zappa e martello il vecchio capomafia seppelliva nelle campagne di Mazara i bigliettini diretti al superlatitante: l’imprendibile Matteo Messina Denaro. E dunque il super-boss di Castelvetrano, a cui si attribuiscono capitali miliardari e protezioni indicibili, si affida ancora ai vecchi metodi dei pastori mafiosi: ricotta, cicoria e pizzini.
“Protezioni e viaggi all’estero ma lo prenderemo presto”.
Operazione,Ermes
Teresa Principato, il procuratore aggiunto che insieme ai sostituti Paolo Guido e Carlo Marzella, guida la caccia alla primula rossa, ammette: «Anch’io, un anno e mezzo fa quando abbiamo arrestato sua sorella Patrizia mi sono detta: “Ormai è fatta, uscirà allo scoperto”. E invece mi sbagliavo. Aveva ragione il dichiarante Lorenzo Cimarosa che ci ha […]
Parchi eolici e fondi Ue, ecco gli affari dei fedelissimi.
Operazione,Ermes,Messina,Denaro,fiancheggiatori
L’affare più importante per ‘u zu Vitu coffa, il vecchio capo-mafia Vito Gondola, fu la realizzazione del parco eolico “Vento di vino”, a Mazara. Ma non fu facile mettere ordine. Perché quell’affare faceva gola a tanti. Questo dicono le microspie del Ros e del Reparto operativo di Trapani.
“I pizzini arrivati in carrozza”. Così funzionava la rete creata da Messina Denaro.
Operazione,Ermes,fiancheggiatori,Messina,Denaro,arresti
Sembrano usciti da un romanzo di Andrea Camilleri gli uomini che proteggevano la latitanza di Matteo Messina Denaro, il boss delle stragi che sembra imprendibile dal 1993. ‘U zu Vitu coffa, l’anziano capomafia di Mazara Vito Gondola, e il giovane imprenditore Michele Terranova, titolare di un caseificio molto apprezzato nel Trapanese.
Il sacerdote e una donna le nuove piste nella caccia all’ultimo boss imprendibile.
Operazione,Ermes,Messina,Denaro,fiancheggiatori
Matteo c’è e non c’è. Vicino o lontano, a volte non si sente nemmeno il suo odore. Ancora un po’ e supera per latitanza anche Totò Riina, il capo dei capi di Corleone che ricercato e libero è rimasto per un quarto di secolo.
