Un impero, tra case, terreni, negozi e distributori di benzina, affidato ad una serie di prestanome. Il patrimonio è stato scovato anche grazie ai pentiti Spatuzza, Tranchina e Iannolino.
località: Palermo
“Facciamoli spaventare un altro poco”, così il clan Passalacqua imponeva il pizzo.
Nell’ambito dell’operazione antimafia che portato alla retata di Carini con 21 arresti, emergono alcuni particolari dell’estorsione all’officina dei fratelli Lentini, i quali oltre a tenere alle proprie dipendenze persone vicine alle famiglie mafiose, devono pagare anche il pizzo.
“Mandami gamberoni”: era cocaina.
Passalacqua, Carini.
Dietro ai 21 arresti nell’ambito dell’operazione che ha coinvolto la cosca di Carini, un lungo lavoro di intercettazioni e pedinamenti. Dalla pescheria di Vito Caruso, consuocero del boss Passalacqua, la “famiglia” gestiva anche un traffico di droga.
Clan di Porta Nuova, racket e rapine nove condanne e un’assoluzione.
"Eleio".
Con il processo “Eleio” colpite le famiglie della Kalsa e del Borgo, con tre degli Abbate. Una sola l’assoluzione, quella di Giuseppe Auteri.
“Il vecchio boss comandava ancora”. Sgominata la cosca di Carini: 21 arresti.
Calogero Passalacqua.
Ad 80 anni suonati, il vecchio boss Calogero Passalacqua comandava ancora. Associazione mafiosa, droga ed estorsione le accuse. Il clan era in lotta per la supremazia con la cosca rivale dei Pipitone. Secondo gli inquirenti evitata una guerra di mafia.
Il racket torna a colpire incendio distrugge enoteca.
E’ stata completamente distrutta da una bottiglia incendiaria la bottiglieria “Vini e bibite, wine and drink”. Il titolare dell’enoteca ha riferito di non aver mai subito minacce.
“Soldi a Cosa nostra in cambio di voti”. I pm chiedono otto anni per Antinoro.
Antonello Antinoro.
Secondo l’accusa il deputato regionale nel 2008 avrebbe pagato da cinquanta a tremila euro per ottenere consensi. L’accusa sostiene anche che la compravendita oggetto del processo non sia stata l’unica.
Mafia tra S.Lorenzo e Acqusanta. Inflitte condanne per 120 anni.
Scoperti nuovi accordi tra il gruppo facente capo al boss Gianni Nicchi e quello dei Lo Piccolo, al fine di gestire meglio gli affari in città. La pena più alta a Giuseppe Biondino. In libertà Giovanni Sammarco, Gioacchino Intravia e Salvatore Cataldo.
Mafia e appalti, undici condanne. Assoluzione per il costruttore Lena.
Mafia,appalti
Mafia e appalti, undici condanne pesanti (oltre 60 annidi carcere) e confische. Colpevole, fra gli altri, un costruttore stimato come Vincenzo Rizzacasa, che aveva lavorato per il «Gruppo 20», ilfior fiore dell’imprenditoria cittadina, condannato per uno solo dei due capi di imputazione che gli erano stati contestati, e senza l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra.
Mafia ed estorsioni nel Partinicese. Dieci sotto processo
Mafia,estrsioni,clan Vitale,Partinico
Avrebbero gestito gli affari illeciti dei Vitale non solo a Partinico, ma anche a Borgetto e Carini, imponendo il pizzo ma anche le forniture di calcestruzzo a diversi imprenditori della provincia, incendiando e danneggiando le auto di quelli che avrebbero tentato di opporsi. Per questo, in dieci, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione […]
