Altri due esecutori materiali del generale Dalla Chiesa, della moglie e dell’agente di scorta, sono stati condannati all’ergastolo. Si tratta di Giuseppe Lucchese e Raffaele Ganci, boss della Noce. Secondo Nando Dalla Chiesa resta ancora una zona d’ombra: quella che circonda i mandanti occulti.
località: Palermo
Omicidio Dalla Chiesa, nuov o verdetto: due dei killer condannati all’ergastolo.
Omicidio Dalla Chiesa, nuov o verdetto: due dei killer condannati all'ergastolo.
Altri due esecutori materiali del generale Dalla Chiesa, della moglie e dell’agente di scorta, sono stati condannati all’ergastolo. Si tratta di Giuseppe Lucchese e Raffaele Ganci, boss della Noce. Secondo Nando Dalla Chiesa resta ancora una zona d’ombra: quella che circonda i mandanti occulti.
Appalti, estorsioni, i conti del clan: il boss riceveva bigliettini e dava ordini.
Appalti, estorsioni, i conti del clan: il boss riceveva bigliettini e dava ordini.
Fino a pochi giorni fa Salvatore Rinella era in contatto con una decina di fiancheggiatori. Le prove grazie al sequestro di alcuni ‘pizzini’. Il boss gestiva affari del clan di Caccamo dalla cattura di ‘Manuzza’.
Rinella tradito da un trasloco: portò via i mobili da un covo.
Rinella tradito da un trasloco: portò via i mobili da un covo.
Salvatore Rinella, braccio destro di Nino Giuffrè, è stato arrestato dai carabinieri insieme a un suo fiancheggiatore, Giovanni La Barbera. Le forze dell’ordine hanno pedinato un autotrasportatore di Trabia, scoprendo il nuovo rifugio.
In una rubrica i contatti di Provenzano.
In una rubrica i contatti di Provenzano.
Nelle campagne di Vicari, zona dove è stato segnalato pure di recente, trovata l’agendina personale di Bernardo Provenzano. Rinvenute anche una trentina di lettere. S’indaga su una serie di nomi di incensurati.
Divenuta ‘reggente’ della cosca, il boss in gonnella decretò l’assassinio dell’imprenditore.
Divenuta 'reggente' della cosca, il boss in gonnella decretò l'assassinio dell'imprenditore.
Arrestata Giusi Vitale, boss in gonnella di Partinico, che il 20 giugno del 1998 fece uccidere l’imprenditore Riina perchè sospettava che fosse un informatore di Bagarella, nemico giurato del fratello Vito.
Imprese spaventate dalla mafia.
Imprese spaventate dalla mafia.
Secondo uno studio della ‘Fondazione Curella’, le imprese del Nord-Est non investono in Sicilia per paura della mafia. Contemporaneamente alla relazione presentata a Palermo, a Enna venivano arrestati due componenti del clan Leonardo (Liboria Leonardo e Gaetano Di Dio) che chiedevano il pizzo alle imprese locali.
Il banco assegni del panellaro.
Il banco assegni del panellaro.
Stefano Testagrossa, 62 anni, commerciante, è stato arrestato con l’accusa di usura. Infatti, cambiava titoli con interessi del 10%. All’uomo si rivolgevano soprattutto impiegati e piccoli imprenditori protestati. In manette anche un cliente e un ragioniere che l’aiutava.
‘Non sono i killer del barone D’Onufrio’. In quattro scagionati dalla Cassazione.
'Non sono i killer del barone D'Onufrio'. In quattro scagionati dalla Cassazione.
La Cassazione ha cancellato definitivamente le condanne di Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia, Lorenzo Tinnirello e del latitante Filippo La Rosa, presunti killer del barone D’Onufrio, ucciso il 16 marzo 1989. Resta un solo colpevole: Giuseppe Lucchese.
‘Simulammo il suicidio e lui disse: sbrigatevi’.
'Simulammo il suicidio e lui disse: sbrigatevi'.
Domenico La Barbera, padre del pentito Gioacchino, fu suicidato dalla mafia. A rivelarlo è Giovanni Brusca che ammette la responsabilità dell’omicidio.
