Il boss Paviglianiti condannato a 23 anni dalla Corte d’appello.

Il boss Paviglianiti condannato a 23 anni dalla Corte d'appello.

Ventitrè anni di carcere. È la condanna inflitta al boss della ‘ndrangheta Domenico Paviglianiti a conclusione del processo d’appello che riuniva gli stralci delle operazioni “Olimpia”, “Valanidi” e “Barracuda”, tutte condotte dalla Dda reggina e risalenti alla prima metà degli anni Novanta.

Clan di Africo condanne definitive a quasi due secoli di detenzione.

Clan di Africo condanne definitive a quasi due secoli di detenzione.

La Cassazione ha scritto la parola fine nel processo. nato dall’operazione “Bellezza”. Potenti gruppi criminali attivi nel piccolo centro fonico che ha dato i natali a Giuseppe Morabito “Tiradritto”, patriarca della ‘ndrangheta della Locride, protagonisti di uno scontro che aveva lasciato sul terreno anche qualche vittima, come il giovane Antonio Giorgi, ucciso in un agguato […]

L’aggravante mafiosa non era stata contestata.

L'aggravante mafiosa non era stata contestata.

Ha sollevato un vespaio la scarcerazione dei tre presunti affiliati alla cosca Cordì di Locri a sei mesi dall’arresto per un presunto errore nella contestazione dell’aggravante mafiosa. Per Carlo Alberto Indellicati, il giudice distrettuale di Reggio che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare, però, il caso non esiste: «Io esclusi l’aggravante prevista dall’articolo 7 nella […]

Vasto giro di coca nella Locride, 13 arresti.

Vasto giro di coca nella Locride, 13 arresti.

Un’operazione dei carabinieri delle compagnie di Roccella, Locri e Bianco, ha smantellato un’organizzazione composta da appartenenti all’insediamento rom di Marina di Gioiosa Jonica. Tredici le persone arrestate, sette in carcere, sei ai domiciliari. L’operazione, denominata “Sessè”, ha svelato come si erano creati dei rapporti di fiducia, al punto che qualche cliente faceva utilizzare il proprio […]

Fatale la scelta di partecipare al funerale.

Fatale la scelta di partecipare al funerale.

È la ricostruzione dello scena¬rio in cui sarebbe maturato l’omicidio di Pasquale Simari, 40 anni, muratore, indicato come elemento della cosca Ursino, ucciso nella tarda serata del 26 luglio 2005 a Gioiosa Jonica. Simari era considerato una “testa calda” che stava creando non pochi problemi alla cosca di appartenenza coltivando progetti di mettersi in proprio.

Rocco Molè voleva cambiare vita e trasferirsi al Nord con la famiglia.

Rocco Molè voleva cambiare vita e trasferirsi al Nord con la famiglia.

Le dinamiche della cosca Molè non avevano segreti per Cosimo Virgiglio. Dall’analisi dei verbali di interrogatorio resi ai magistrati della Dda reggina emergono particolari che, fermo restando il giudizio sull’attendibilità del pentito, inducono a ritenere che questi fosse particolarmente informato. Quantomeno fino al momento dell’omicidio di Rocco Molè.