I militari lo hanno preso mentre si trovava a lavorare in un suo terreno. Simonetti faceva da intermediario tra due imprenditori edili e gli esponenti della locale famiglia mafiosa
tematica: I processi
Condannato a 26 anni in appello boss ed ex sindaco da ieri libero.
Domenico D'Agostino.
Domenico D’Agostino, 63 anni, era stato condannato a 26 anni di reclusione per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nell’ambito del processo denominato “Prima Luce”. La scarcerazione è stata disposta dalla stessa Corte d’Assise d’Appello.
I pm: non ci fu una sola “trattativa” tra Stato e mafia.
Strage dei Gerrgofili,trattativa
Ergastolo e tre anni di isolamento diurno. È la richiesta dei pm Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini per il boss mafioso Francesco Tagliavia ieri al processo sulle stragi del ’93. Fulcro del processo il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, grande “accusatore” di Tagliavia per il quale, nella loro requisitoria, i pubblici ministeri hanno parlato di […]
I voti del boss sanguinario pagati in contanti.
Antonio Forastefano,Antonio Larupa,voti,'ndrangheta
Politica e `ndrangheta. Soldi e voti. Come nella peggiore tradizio¬ne calabrese. Tonino “il diavolo” — al secolo Antonio Forastefano, 41 anni, boss indiscusso dell’omonimo clan sibarita — ha raccontato ai giudici di Castrovillari come s’accordò con l’ex consigliere regionale dell’Udeur, Franco Larupa, e con l’ex consigliere provinciale del centrosinistra Luigi Garofalo, per ottenere una busta […]
Mafia e racket, dieci condanne per oltre un secolo di carcere.
Operazione "Paesan blues"
Le condanne sono dieci, le pene pesanti: 117 anni in tutto. Per molti si tratta di un ulteriore aggravamento di precedenti decisioni: così è per Gioacchino Corso, ad esempio. Lui era già stato condannato, il 30 ottobre1998, per avere appoggiato la latitanza e fatto da braccio operativo del boss Pietro Aglieri. Ora il giudice Lorenzo […]
«Sì, è stato lui a chiedermi il denaro». Commerciante inchioda l’estorsore.
Giovanni Pizzo,Pietro Pilo,racket
La domanda fatidica arriva dopo pochi minuti dall’inizio della deposizione. «Riconosce in quest’aula la persona che le fece pagare le estorsioni?», chiede il pm Francesco Del Bene. Giovanni Pizzo si gira di poco alla propria sinistra, guarda verso il banco degli imputati: «Sì, è questo signore qui», dice indicando Pietro Pilo. Che incassa in silenzio, […]
Processo Reale, condannati i 19 imputati.
Operazione
Tutti condannati i 19 imputati che avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Il gup Daniela Oliva, ieri pomeriggio, qualche minuto dopo le 18, ha letto il dispositivo della sentenza con cui ha condannato a pene pesanti i 19 imputati del processo Reale per complessivi 176 anni di carcere cui si devono sommare […]
La condanna ora è diventata definitiva. Fiancheggiatori di Provenzano in cella.
Fiancheggiatori,Bernardo Provenzano,condanna
La quinta sezione della Cassazione conferma le condanne dei fiancheggiatori di Bernardo Provenzano e loro si fanno riarrestare senza problemi: se otterranno i benefici della «liberazione anticipata» usciranno presto dal carcere, ma per adesso i «residui pena» di Gioacchino Badagliacca, Giampiero Pitarresi, Vincenzo Paparopoli e Vincenzo Alfano vanno da un anno e mezzo a quasi […]
Le vittime denunciano il racket. Una condanna per tentata estorsione.
Processo,racket,condanna
Per averlo riconosciuto e denunciato come l’ estorsore che gli avrebbe chiesto «i soldi per i carcerati», cioè il pizzo, Domenico Davì, titolare del supermercato «Sisa» di via Pindemonte, oltre all’attak nelle serrature e alle minacce, aveva ricevuto anche una bottiglia molotov. Ma il suo coraggio, l’aver rifiutato di piegarsi a Cosa nostra – ora […]
Blitz “Revenge” prime condanne.
Operazione "Revenge"
Quarantuno condanne su quarantaquattro imputati al processo «Revenge» con il rito abbreviato che si è concluso ieri davanti al giudice dell’udienza pre¬liminare Oscar Biondi. Sul banco degli imputati capi, luogotenenti e gregari del clan «Cappello-Bonaccorsi», arrestati l’anno scorso dagli agenti della squadra mobile dopo mesi di intercettazioni e pedinamenti, arricchiti da video e fotografie.
