Teresa Principato, il procuratore aggiunto che insieme ai sostituti Paolo Guido e Carlo Marzella, guida la caccia alla primula rossa, ammette: «Anch’io, un anno e mezzo fa quando abbiamo arrestato sua sorella Patrizia mi sono detta: “Ormai è fatta, uscirà allo scoperto”. E invece mi sbagliavo. Aveva ragione il dichiarante Lorenzo Cimarosa che ci ha […]
tematica: Operazioni Antimafia
Parchi eolici e fondi Ue, ecco gli affari dei fedelissimi.
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L’affare più importante per ‘u zu Vitu coffa, il vecchio capo-mafia Vito Gondola, fu la realizzazione del parco eolico “Vento di vino”, a Mazara. Ma non fu facile mettere ordine. Perché quell’affare faceva gola a tanti. Questo dicono le microspie del Ros e del Reparto operativo di Trapani.
“I pizzini arrivati in carrozza”. Così funzionava la rete creata da Messina Denaro.
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Sembrano usciti da un romanzo di Andrea Camilleri gli uomini che proteggevano la latitanza di Matteo Messina Denaro, il boss delle stragi che sembra imprendibile dal 1993. ‘U zu Vitu coffa, l’anziano capomafia di Mazara Vito Gondola, e il giovane imprenditore Michele Terranova, titolare di un caseificio molto apprezzato nel Trapanese.
Il sacerdote e una donna le nuove piste nella caccia all’ultimo boss imprendibile.
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Matteo c’è e non c’è. Vicino o lontano, a volte non si sente nemmeno il suo odore. Ancora un po’ e supera per latitanza anche Totò Riina, il capo dei capi di Corleone che ricercato e libero è rimasto per un quarto di secolo.
La procura conferma il teorema Buscetta . “Mafia piramidale ma lui non è il capo”.
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L’ultimo grande latitante di Cosa nostra, il boss inafferrabile a cui tutti danno la caccia, è un capomafia «pienamente operativo», come lo definisce il direttore del Servizio centrale operativo della polizia Renato Cortese, ma solo o principalmente nel suo regno, la provincia di Trapani. Perché Matteo Messina Denaro non è il capo assoluto di Cosa […]
Arrestati in 11: “Aiutavano il superlatitante”.
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Con zappa e martello il vecchio capomafia seppelliva nelle campagne di Mazara i bigliettini diretti al superlatitante: l’imprendibile Matteo Messina Denaro. E dunque il super-boss di Castelvetrano, a cui si attribuiscono capitali miliardari e protezioni indicibili, si affida ancora ai vecchi metodi dei pastori mafiosi: ricotta, cicoria e pizzini.
Le mani della mafia sull’ortofrutta.
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L’operazione, che prende spunto dalle precedenti “Sud Pontino” e “Sore” già condotte da questa Direzione investigativa antimafia, ha svelato che i clan Casalesi e Mallardo, assieme a quelli appartenenti a Cosa Nostra catanese, gestivano l’approvvigionamento di prodotti ortofrutticoli e il loro trasporto da e per, i maggiori mercati delle regioni di centro Italia e del […]
Vito Galatolo sul mercato palermitano:«Sui Tir frutta ma pure armi».
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Sui Tir carichi di frutta diretti dalla Campania a Palermo c’erano anche casse piene di armi. Ne sa qualcosa Vito Galatolo, il pentito della famiglia dell’Acquasanta che ha raccontato agli inquirenti preziose notizie sul mercato ortofrutticolo di Palermo e sui legami con le cosche napoletane.
Colpo al clan di Adrano, sei arresti. I pm: le vittime del pizzo non parlano.
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Con l’operazione «Time-out» agenti del commissariato di Adrano e della Squadra mobile del capoluogo etneo hanno decapitato i vertici della cosca mafiosa degli Scalisi, il gruppo mafioso legato ai «Laudani-Mussi di ficurinia». A coordinare le indagini i magistrati della Dda di Catania Assunta Musella e Pasquale Pacifico.
Moda, riciclaggio e prestanome un nuovo colpo a Messina Denaro.
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Raccontano che negli ultimi mesi aveva iniziato a lavorare sodo nel settore dell’abbigliamento. Forse, doveva farsi perdonare qualcosa dalla famiglia. E soprattutto dal cognato più illustre, il superlatitante Matteo Messina Denaro. Qualche tempo fa, Gaspare Como ha subito un pestaggio a Castelvetrano. Un vero mistero. Da allora, viaggia spesso fra Palermo e Roma e frequenta […]
