Una botta da due milioni di euro. Spicciolo più, spicciolo meno…. Secondo gli investigatori della squadra mobile è stata piazzata ai danni del clan Cappello, ma, a prescindere da chi possa esserne il destinatario, conta sapere che «qualcuno» di non propriamente onesto sta leccandosi le ferite, per quanto accaduto, in questo momento.
tematica: Operazioni Antimafia
“Facciamoli spaventare un altro poco”, così il clan Passalacqua imponeva il pizzo.
Nell’ambito dell’operazione antimafia che portato alla retata di Carini con 21 arresti, emergono alcuni particolari dell’estorsione all’officina dei fratelli Lentini, i quali oltre a tenere alle proprie dipendenze persone vicine alle famiglie mafiose, devono pagare anche il pizzo.
“Mandami gamberoni”: era cocaina.
Passalacqua, Carini.
Dietro ai 21 arresti nell’ambito dell’operazione che ha coinvolto la cosca di Carini, un lungo lavoro di intercettazioni e pedinamenti. Dalla pescheria di Vito Caruso, consuocero del boss Passalacqua, la “famiglia” gestiva anche un traffico di droga.
Mediatore tra i boss Santapaola e Provenzano. Gli affari catanesei del nipote di Piddu Madonia.
Operazione "Gibel".
Un’indagine della Dia ha portato all’arresto di cinque persone e al sequestro di di due milioni di beni. Per conto della famiglia nissena, Lucio Tusa era al centro di attività commerciali e guidava società intestate a prestanome.
Il boss nel fortino protetto dai vicini.
Calogero Passalacqua.
La casa di Passalacqua era una sorta di fortino. Gli investigatori hanno scoperto che tutto il vicinato garantiva copertura al boss. Al vertice della famiglia anche la figlia: Magherita.
“Il vecchio boss comandava ancora”. Sgominata la cosca di Carini: 21 arresti.
Calogero Passalacqua.
Ad 80 anni suonati, il vecchio boss Calogero Passalacqua comandava ancora. Associazione mafiosa, droga ed estorsione le accuse. Il clan era in lotta per la supremazia con la cosca rivale dei Pipitone. Secondo gli inquirenti evitata una guerra di mafia.
In due dalla stessa per il pizzo.
Grazie alle intercettazioni telefoniche fatta luce su una sparatoria avvenuta due anni fa. Nel mirino di una coppia di sicari dei “cursoti milanesi”, erano finiti due esponenti del clan Cappello, scampati alla morte. Alla base della vicenda, un imprenditore edile “conteso” tra due gruppi criminali. Tre le persone in manette.
Arrestato all’aeroporto di Fiumicino esponente del clan dei Nardo.
Antonino Pennisi.
Antonino Pennisi è stato bloccato dai carabinieri, che da qualche tempo erano sulle sue tracce. L’ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata nell’ambito dell’operazione “Morsa”, che risale allo scorso gennaio.
La Cassazione annulla il Riesame. Accolto il ricorso del boss Trovato.
Operazione "Murazzo,Antonino Trovato
Colpo di scena nell’inchiesta Murazzo. La Sesta sezione penale della Corte di cassazione ha annullato l’ordinanza del Tdl di Messina che aveva confermato la custodia cautelare (emessa dal gip WIgnazzitto su ri¬chiesta del pm Giuseppe Verzera) a carico di Antonino Trovato, ritenuto il capo del clan di Mangialupi nonché proprietario dell’arsenale e della droga scovati […]
Tregua armata tra le cosche così Cosa nostra si riorganizza.
Antonio Lauricella,
Chi ha tradito Lauricella? È la domanda che vale i nuovi equilibri di Cosa nostra palermitana. Così sintetizza il procuratore aggiunte Ignazio De Francisci: «Negli ultimi mesi abbiamo colpito duramente le cosche, soprattutto nel centro città. Ma Cosa nostra non è né sconfitta, né agonizzante. Direi che è in una fase di “Ko” tecnico». De […]
