I due marescialli Giuseppe Ciuro e Giorgio Riolo, indicati come le presunte ‘talpe’ del palazzo di giustizia, si difendono attaccando gli altri indagati e non solo loro. Intanto nel pomeriggio di ieri riunione polemica alla Dda di Palermo.
tematica: Operazioni Antimafia
‘Ecco i medici di Provenzano’.
'Ecco i medici di Provenzano'.
Dopo cinque anni si riaprono le indagini per stabilire chi curò il boss latitante che aveva di dialisi. I due medici coivolti erano già stati indicati dal pentito Siino. Uno di loro, Aldo Carcione, è indagato nel ‘caso talpe’.
Talpe, cambio di telefoni in corsa.
Talpe, cambio di telefoni in corsa.
Da venti giorni i marescialli Ciuro e Riolo sapevano di essere indagati, ma le precauzioni non sono bastate. Secondo la Procura, all’interno del palazzo girano ancora due ‘talpe’. Sempre per la stessa indagine, sentiti dai pm il capo del commissariato di Bagheria e il manager dall’Asl 6 Catalano.
Decapitato il clan del boss Mazzei.
Decapitato il clan del boss Mazzei.
Dopo tre anni d’indagini è stato sgominato il potente clan Mazzei. Al termine dell’operazione, notificati 48 ordini di custodia cautelare per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, omicidi, ad esponenti di spicco della ‘famiglia’ di Santo Mazzei, ‘u Carcagnusu.
‘Costretto a pagare il pizzo’.
'Costretto a pagare il pizzo'.
Michele Aiello, ‘il re delle cliniche’, ha confermato ai magistrati di aver usato le ‘talpe’, ma solo perchè costretto a pagare il ‘pizzo’ per le sue molteplici attività. Per i magistrati, però, la sua ‘rete riservata’ era stata creata per altri obiettivi.
‘Erano le talpe della mafia’ presi due marescialli della Dda.
'Erano le talpe della mafia' presi due marescialli della Dda.
Arrestati dalla Dda due marescialli, Giuseppe Ciuro e Giorgio Riolo, considerati le ‘talpe’ di Cosa nostra all’interno della Dda palermitana. Indagati il capo dell’anticrimine, un ispettore ed una vigilessa della Procura. In carcere anche Michele Aiello, il re delle cliniche private: curò Provenzano.
Il nuovo volto di Cosa nostra non spara più, controlla tutto.
Il nuovo volto di Cosa nostra non spara più, controlla tutto.
La mafia a Palermo è sempre più invisibile. Ma controlla tutto. Cosa nostra è ‘rappresentata’ da manager, ingegneri, medici, politici, e, da oggi, anche da super-poliziotti.
Il boss si spostava sugli autobus urbani.
Il boss si spostava sugli autobus urbani.
E’ finita la latitanza di Francesco Ferrera, 68 anni, noto come ‘Cavadduzzu’. L’uomo d’onore catanese si nascondeva a Genova e ai poliziotti che lo hanno bloccato ha tirato fuori una carta d’identità intestata ad un’altra persona.
Per il gip innocenti, per il Riesame colpevoli
Per il gip innocenti, per il Riesame colpevoli
Notificate due ordinanze di custodia cautelare a Concetta Romeo e Antonino Campagna, quest’ultimo detenuto nel carcere di Reggio Calabria. I provvedimenti rientrano nell’operazione ‘Albachiara’ che , il 25 marzo scorso, sgominò con 49 arresti il clan di Giacomo Spartà.
Trafficavano in armi e droga.
Trafficavano in armi e droga.
Un’operazione della Guardia di Finanza sgomina una banda attiva nel mercato delle armi e della droga. Otto le persone in manette. L’organizzazione si estendeva anche al Nord Italia.
