Il super pentito cosentino Mario Pranno scappa dal rifugio segreto messogli a disposizione dallo Stato. Un autentico smacco da parte di uno dei più spietati criminali delle cosche cosentine. Suo fratello Pasquale è latitante da febbraio.
tematica: Pentiti
‘Le accuse a Gatto erano inventate’.
'Le accuse a Gatto erano inventate'.
Nel processo che vede parte offesa il maresciallo Gatto contro Santi Timpani, è intervenuto il pentito Vincenzo Paratore, il quale ha rincarato la dose sulla poca affidabilità come giudice del pm Giovanni Lembo.
‘Il boss De Stefano mandò le armi a Santapaola’
'Il boss De Stefano mandò le armi a Santapaola'
Al processo contro i presunti appartenenti alla cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, il pentito Antonio Zagari rivela che i mitragliatori per uccidere il generale Dalla Chiesa vennero inviati dal boss Paolo De Stefano a Nitto Santapaola.
Il sindaco Caputo ha la certezza che ‘u verru’ non subirà la confisca dei beni.
Il sindaco Caputo ha la certezza che 'u verru' non subirà la confisca dei beni.
Secondo il sindaco di Monreale Salvino Caputo, nella trattativa per ottenere il pentimento di Brussca, lo stato si sarebbe impegnato per conservare il suo ‘tesoro’. Per il primo cittadino non si tratta di un sospetto, ma di una certezza, poichè le procedure per la confisca dei beni di Brusca non sono state ancora attivate.
‘Emanuele Brusca incassò denaro del sequestro Fiorentino’.
'Emanuele Brusca incassò denaro del sequestro Fiorentino'.
Pesanti accuse di Balduccio Di Maggio al fratello maggiore di Giovanni Brusca, Emanuele, che viene accusato di avere incassato denaro dal sequestro del gioielliere palermitano Claudio Fiorentino, rapito nel luglio del 1987.
‘Giovanni ucciso di nuovo: come si può credere al suo boia?’.
'Giovanni ucciso di nuovo: come si può credere al suo boia?'.
‘E’ la giornata peggiore della mia vita dopo quel 23 maggio di otto anni fa’. E’ questa la reazione di Anna Falcone, la sorella maggiore del magistrato ucciso dalla mafia a Capaci.
Il capolinea del boss.
Il capolinea del boss.
La notizia la si attendeva da giorni e finalmente è arrivata l’ufficializzazione. Il Viminale ha ammesso Giovanni Brusca al programma di protezione per collaboratori di giustizia. Prenderà 500.000 lire di stipendio al mese.
‘Un dovere proteggerlo ma dalla cella non esce’.
'Un dovere proteggerlo ma dalla cella non esce'.
Il sottosegretario Brutti spiega la decisione sull’ammissione al programma di protezione di Giovanni Brusca. Secondo il politico, questa scelta pesa sulle coscienze, ma ammette che l’aiuto del neo pentito è stato decisivo nella lotta contro la mafia.
Per Del Turco il caso non è chiuso: ‘Ora ci dica dove sono i soldi dei clan’.
Per Del Turco il caso non è chiuso: 'Ora ci dica dove sono i soldi dei clan'.
Ottaviano Del Turco, presidente dell’Antimafia, afferma che l’unica vera dimostrazione che Brusca ha intenzione di collaborare è quella di indicare dove sono nascosti i tesori dei clan mafiosi e i rapporti tra mafia e politica.
Di Maggio, ancora niente domiciliari. Nessuno vuole scortarlo fino a casa.
Di Maggio, ancora niente domiciliari. Nessuno vuole scortarlo fino a casa.
Contro colpo di scena: Balduccio Di Maggio, semiparalizzato, nonostante l’ordine di condurlo ai domiciliari, è rimasto in carcere. E’ scoppiata, infatti, una guerra di competenze dopo il decreto di scarcerazione.
