Un provvedimento del Tribunale penale di Lamezia nei confronti di Giorgio Barresi, coinvolto in alcune inchieste su un presunto giro di usura, porta al sequestro di beni per un valore di 550 mila euro. Gli inquirenti danno Barresi come affiliato alla cosca Iannazzo.
testata giornalistica: GAZZETTA DEL SUD
Corigliano, il pentito Di Dieco racconta la fine del ‘reggente’.
Corigliano, il pentito Di Dieco racconta la fine del 'reggente'.
Antonio Di Dieco, commercialista e padrino di Castrovillari, fa riferimento, stavolta, all’uccisione del reggente di Corigliano Vincenzo Fabbricatore, ucciso assieme al suo guardaspalle Vincenzo Campana il 25 marzo del 2002 sulla 106 jonica.
Droga nel garage di casa.
Droga nel garage di casa.
I carabinieri di Taormina hanno arrestato un non ancora 18enne, reo di aver trasformato il garage di casa in una sorta di market della marijuana. Le forze dell’ordine hanno sequestrato 500 grammi della sostanza stpefacente.
Fermato anche il figlio ‘esattore’.
Fermato anche il figlio 'esattore'.
Dopo Gino Benincasa, autore dell’estorsione nei confronti dei commercianti Perri, è finito in carcere anche il figlio Giuseppe, colpevole di aver riscosso una mazzetta di 50.000 euro su ordine del padre.
‘Denunciate gli usurai, lo Stato vi aiuterà’.
'Denunciate gli usurai, lo Stato vi aiuterà'.
Un imprenditore cosentino, vittima dei cravattari, ha raccontato la sua drammatica esperienza: ‘Ho testimoniato contro gli strozzini e sono stato risarcito, non posso che essere grato allo Stato in cui non avevo mai creduto’.
Estorsione ai figli dell’ucciso, arrestato.
Estorsione ai figli dell'ucciso, arrestato.
Gino Benincasa, commerciante, già consigliere comunale ed ex sorvegliato speciale, avrebbe intascato 100 milioni di lire per evitare ‘guai’ agli eredi di Antonio Perri, assassinato a colpi di pistola. L’inchiesta ancora non è conclusa e si cercano eventuali complici.
Imprenditore di Pianopoli nel mirino del racket. Colpi di pistola contro la vetrina della sua azienda.
Imprenditore di Pianopoli nel mirino del racket. Colpi di pistola contro la vetrina della sua azienda.
‘Tuonano’ ancora i postini del pizzo a Lamezia. Questa volta è toccato ad una azienda di Pianopoli, che ha ricevuto un paio di colpi di pistola sulla vetrina.
Cosche calabresi gestivano a Milano il narcotraffico.
Cosche calabresi gestivano a Milano il narcotraffico.
Un’organizzazione criminale collegata ad alcune cosche calabresi è stata scoperta dal Ros dei carabinieri di Milano. Le indagini hanno permesso di delineare la struttura della banda che importava ingenti quantità di droga di vario tipo dal Marocco, Venezuela e Olanda. Quattordici le ordinanze di custodia cautelare.
‘Ma quale racket, solo qualche teppistello’.
'Ma quale racket, solo qualche teppistello'.
E’ la lettura del sindaco Salvatore Giglio dei continui incendi a locali, appartamenti, autovetture e cassonetti dei rifiuti. Il primo cittadino annuncia, anche, la cattura degli autori di questi atti malavitosi. Intanto, ieri, è stato bruciato il distributore di una videoteca.
‘Sena era personaggio ingombrante’.
'Sena era personaggio ingombrante'.
Rivelati dai pentiti i retroscena dell’uccisione del boss Antonio Sena avvenuta nel maggio del 2001. Secondo Antonio Di Dieco, il vecchio capobastone, che vantava solide amicizie anche nella Piana di Gioia, è stato ucciso perchè aveva contrastato delle estorsioni fatte a Cosenza contro persone che lui conosceva.
