Due condanne pesanti e la clamorosa assoluzione del boss, insieme alla madre e a un’altra donna. S’è chiuso così nel pomeriggio di ieri davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale, presieduta da Mario Samperi, il processo scaturito dall’operazione “Epistula”, l’inchiesta sui “pizzini” secondo l’accusa iniziale inviati dal carcere di Gazzi dal boss mafioso […]
testata giornalistica: GAZZETTA DEL SUD
Scaduti tempi d’indagine. Chiesta l’archiviazione per il gen. Subranni.
Antonio Subrani,strage,via D'Amelio
La Procura di Caltanissetta, che indaga sulle stragi mafiose del ’92, ha chiesto al al Gip Francesco Lauricella, di archiviare la posizione del generale dei carabinieri Antonio Subranni, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, «allo stato degli atti necessitando, gli elementi acquisiti, di ulteriori riscontri». La richiesta di archiviazione è stata depositata poichè sono […]
I “sigilli” della Dia al patrimonio di Giovanni Franzè.
Giovanni Franzè,usura,sequestro,beni
Tribunale di Vibo Valentia e Dia di Catanzaro presentano il conto a Giovanni Franzé, 50 anni, di Stefanaconi, già sorvegliato speciale e con precedenti per usura aggravata dalle modalità mafiose. Grazie ad un provvedimento emesso dal Tribunale (Sezione misure di prevenzione) su proposta del direttore della Dia Alfonso D’Alfonso, sono stati posti sotto sequestro beni […]
Si è pentito La Causa il Fregoli succeduto a Nitto Santapaola.
Santo La Causa
Un accenno alla costruzione di un centro commerciale, indicazioni su presunti contatti tra politici e la mafia e sulla posizione di alcuni degli imputati del processo “Iblis” che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Ma soprattutto una lunga serie di omissis. Sono i contenuti dei primi due verbali del neo pentito Santo […]
Villani racconta: «Nino Lo Giudice guidava lo scooter vestito da donna».
Consolato Villani
Consolato Villani, il collaboratore di giustizia cugino del boss pentito Antonino Lo Giudice, non ha avuto dubbi quando ha pronunciato dalla località protetta la seguente frase: «Il conducente dello scooter Honda Sh utilizzato dagli attentatori per posizionare la bomba davanti alla procura generale di Reggio Calabria il 3 gennaio 2010 era Nino Lo Giudice travestito […]
Traffico di cocaina, undici condanne e cinque assoluzioni.
Operazione "Decollo"
Ben 201 anni di reclusione. Ammontano a tanto le condanne complessive per 11 dei 16 imputati il cui procedimento è scaturito da un troncone dell’operazione “Decollo”, scattata nel gennaio 2004 contro il narcotraffico internazionale con centinaia di arresti in tutto il mondo.
Estorsioni a Terme, in libertà Stefano Puliafito.
Operazione "Mustra"
Il Tribunale del riesame, presidente Antonino Giacobello, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del barcellonese Stefano Puliafito, 22 anni, arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia “Mustra”, sulle nuove leve della mafia, scattata all’alba dello scorso 20 aprile.
Sotto chiave beni per 4,5 milioni.
Operazione "Business Cars"
Beni immobili e attività commerciali, per un valore di 4 milioni e mezzo euro, sono stati sequestrati a Soriano. Patrimonio, secondo gli inquirenti, nella disponibilità di Giovanni Battista Tassone, di 57 anni – coinvolto nell’operazione antiusura denominata “Business cars” – e della moglie Teresa Mancuso, di 48 anni.
Accusati di usura in concorso, assolti in tre.
Usura,assoluzione
Il collegio giudicante del tribunale di Patti (presidente Maria Pina Lazzara, a latere Ugo Domenico Molina e Ines Rigoli) ha assolto, per non avere commesso il fatto, Roberto Latino, 55 anni, di San Marco d’Alunzio, difeso dall’avvocato Alfredo Monici, Salvatore Giordano, 56 anni, di S. Agata Militello, assistito dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello e Calogero Pedalà, […]
I dissociati della ‘ndrangheta.
Operazione "Minotauro"
Alcuni imputati dell’operazione “Minotauro” si sono dissociati. Sono boss e gregari che hanno ammesso di far parte della ‘ndrangheta ma hanno preso le distanze dagli ambienti criminali, ottenendo la revoca della custodia cautelare in carcere. È la novità più importante registrata nel maxi-processo alla ‘ndrangheta attiva all’ombra della Mole.
