Sei condanne ed un’assoluzione. Questo il verdetto del processo celebrato col rito abbreviato, nato dall’inchiesta “Doppia sponda”, con cui era stato stroncato un traffico di stupefacenti tra la Sicilia e la Calabria.
testata giornalistica: GAZZETTA DEL SUD
Attak nei lucchetti di Villa Virginia. Altro ristorante nel mirino del racket.
Intimidazione nel territorio del boss Lo Piccolo. Il locale, che organizza feste e ricevimenti, fa capo alla famiglia Vinci. Qualche giorno fa era toccato al locale “A Vucciria”.
“Riciclarono il tesoro di Ciancimino”. Condanne per il figlio e due avvocati.
Ciancimino, Lapis, Ghiron.
Sconto di pena ma condanne che diventano definitive per Massimo Ciancimino, Gianni Lapis e Giorgio Ghiron. Definiva pure la confisca di 60 milioni, ma i difensori sostengono che dovranno essere restituiti.
Estorsione e truffa. Assolti due fratelli imprenditori.
Un processo a carico dei fratelli Antonino e Giuseppe Cavatoi, scaturito dalla concessione di un prestito accordato ad un legale in difficoltà economiche. Le accuse a carico dei due imprenditori sono cadute.
Mafia del cemento, 5 richieste a giudizio.
Sistema 2.
Si tratta del vasto giro di mazzette per l’esecuzione di lavori pubblici nella fascia tirrenica. Coinvolto per favoreggiamento l’imprenditore messinese Carlo Borrella.
Pianta di “erba” alta due metri coltivata in casa.
A finire in manette è stato Giuseppe Beccalli, 42 anni. Nella sua abitazione sono saltati fuori circa 20 grammi di sostanza stupefacente ed una pianta di cananbis indica.
Arrestato all’aeroporto di Fiumicino esponente del clan dei Nardo.
Antonino Pennisi.
Antonino Pennisi è stato bloccato dai carabinieri, che da qualche tempo erano sulle sue tracce. L’ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata nell’ambito dell’operazione “Morsa”, che risale allo scorso gennaio.
Condanna ridotta per l’armiere di Mangialupi.
Letterio Campagna.
Ridotta in appello la condanna per Letterio Campagna, ritenuto dall’accusa il custode delle armi e della droga del clan di Mangialupi. L’ultima operazione che lo riguarda è la “Murazzo”.
Inquietante messaggio al pm Lombardo.
Un finanziere ha trovato nel parcheggio all’esterno del Cedir un ordigno, un ritaglio con la foto del magistrato e uno scritto: “E’ tutto pronto per la festa”. Il procuratore Pignatone: “Ancora un segnale del clima intimidatorio che si cecra di creare intorno al lavoro della Procura”.
Napoli, racket del caro estinto. La camorra imponeva il “pizzo”.
Diciassette ordinanze di custodia cautelare ed un provvedimento di fermo sono stati emessi nei confronti di 18 persone, accusate di estorsione continuata e aggravata dal metodo mafisoso. Gli inquirenti non hanno dubbi sull’esistenza di un cartello nel campo delle onoranze funebri.
