La richiesta è stata del procuratore generale Scaramuzza, in relazione all’operazione “Wolf”, che ha smantellato una rete dello spaccio al rione. Mangialupi.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Mafia, le condanne al processo Vivaio. I primi arresti con le solite polemiche.
Processo Vivaio.
Eseguite tre ordinanze di custodia dopo la sentenza del processo Vivaio. In carcere Sebastiano Giambò, Nicola Aldo Munafò e Michele Rotella.
Spaccio e truffe tra Licata e Catania. Scatta un maxi-blitz con 52 arresti.
Secondo l’accusa, l’organizzazione comprava e spacciava droga anche nei locali notturni di Taormina. Sequestrato un bar.
“Falcone venduto alal mafia”. Un unico filo lega le stragi.
Stragi.
Sentiti dalal commissione parlamentare il procuratore Sergio Lari e il sostituto Nicolò Marino. Le lettere del “corvo”, il tradimento dei colleghi, i numerosi depistagii.
Mafia, il gip accoglie la richiesta: Romano processato col rito abbreviato.
Saverio Romano.
L’ex ministro accusato di concorso esterno ottiene anche le udienze a porte aperte. Il 13 luglio toccherà all’accusa ricostruire i rapporti tra Romano e i clan. I difensori: “I pentiti ripetono notizie apprese leggendo i giornali”.
Pizzo a un imprenditore. Scatta il rinvio a giudizio.
Insieme ad altri tre avvrebbe chiesto il pizzo per anni ad un costruttore. Domenico Lo Iacono saraà processato per estorsione aggravata. Lo Presti, Francofonti e Marino hanno scelto il rito abbreviato.
Procura e avvocati: ai Lombardo nessuna accusa per mafia.
Secondo i legali dei fratelli Lombardo improbabili ulteriori indagini. Il gip si riserva di decidere.
Processo Storia, crollato l’impianto. Nè mafia, nè “pizzo”: solo minacce.
Processo" Storia".
Il Tribunale spazza via le accuse della Procura di mafie ed estorsione e condanna tre imputati per un reato minore, disponendol’immediata scarcerazione di tutti.
“Infiltrazioni mafiose nei Comuni”. Sciolti consigli di Salemi e Racalmuto.
Nelle due cittadine i sindaci Sgarbi e Petrotto si erano dimessi. In arrivo le commissioni prefettizie.
Giudici contro giudici su un mafioso: «Non é mai stato un uomo d’onore».
Somone Casdtello,sentenza,appello
Ha già una condanna definitiva per associazione mafiosa ed era stato nuovamente processato come boss «in servizio permanente effettivo», ma il «compagno» Simone Castello non sarebbe mai stato uomo d’onore. Eppure era stato il postino di Bernardo Provenzano, durante la latitanza del boss corleonese.
