Nella masseria di Corleone sono stati trovati bigliettini che gli investigatori attribuiscono a Matteo Messina Denaro e a Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Si fa riferimento agli appalti ‘messi a posto’.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Provenzano preparava un summit.
Provenzano preparava un summit.
Dopo la cattura del boss, continuano le indagini sui pizzini. Gli investigatori avrebbero identificato il luogo dove era previsto un vertice con cinque o sei capicosca. Poi avrebbe cambiato nascondiglio. Il suo trasferimento previsto in auto.
Droga. ‘Coca nei locali notturni’: preso.
Droga. 'Coca nei locali notturni': preso.
Pietro Ippolito, 38 anni, è stato arrestato con l’accusa di spaccio di droga. Gli investigatori sarebbero arrivati all’uomo tenendo d’occhio una serie di personaggi che frequentano discoteche e locali alla moda.
Cuffaro: i volantini nel covo? Un falso.
Cuffaro: i volantini nel covo? Un falso.
Il presidente della regione ha presentato una querela sui fac-simile trovati nel covo di Bernardo Provenzano. Solidarietà dalla CdL. Il cronista del Giornale di Sicilia spiega che i foglietti erano già li’.
I fiduciari del boss, a ognuno un ruolo.
I fiduciari del boss, a ognuno un ruolo.
Decifrando i messaggi gli investigatori sostengono che tutti i fiancheggiatori protetti da un numero avevano compiti precisi: il 4 si occupava di appuntamenti, il 31 di raccomandazioni.
‘Davanti a quell’uomo ho detto: la caccia è finita’.
'Davanti a quell'uomo ho detto: la caccia è finita'.
Sono le parole di Renato Cortese, dirigente della sezione ‘Catturandi’ della Squadra mobile di Palermo, il segugio che negli ultimi anni ha catturato il gotha di Cosa nostra. Un lavoro durato una vita fra delusioni e notti in bianco. Ora un senso di liberazione.
E’ fiancheggiatore. Confisca di beni a San Cataldo.
E' fiancheggiatore. Confisca di beni a San Cataldo.
Il provvedimento riguarda i beni Giuseppe Palazzolo per un valore di 835mila euro. Gli investigatori avevano puntato l’indice contro un sospetto sbilanciamento tra i redditi dichiarati da Palazzolo ed i possedimenti di famiglia.
La ‘belva’ che si inventò stratega.
La 'belva' che si inventò stratega.
Diceva di lui Luciano Liggio, di cui Provenzano ne era il luogotenente: ‘Spara come un dio ma ha un cervello di gallina’. Eppure il ‘trattore’ cosi’ come lo chiamvano gli amici, ha fatto cambiare rotta a Cosa nostra: dalle stragi alla politica dell’inabissamento.
Tre boss nella corsa alla successione.
Tre boss nella corsa alla successione.
Secondo i magistrati, i mafiosi più accreditati per raccgliere l’eredità di Bernardo Provenzano sarebbero Salvatore Lo Piccolo, boss di San Lorenzo e latitante da 23 anni, Mimmo Raccuglia, detto ‘il veterinario’ e Matteo Messina Denaro, capo indiscusso delle cosche trapanesi.
Locri, secondo attentato in quindici gioni alle cooperative sostenute dal vescovo.
Locri, secondo attentato in quindici gioni alle cooperative sostenute dal vescovo.
Dopo la distruzione di 12mila piantine ad un’altra impresa vicina alla Diocesi, ad essere preso di mira, stavolta, è stato un deposito di concimi che, tuttavia, non ha subito grossi danni.
