Pene ridotte in appello per tutti gli imputati e accuse derubricate in concorso esterno in associazione mafiosa. Cosi’ Memi Salvo, ritenuto il consigliere della cosca Graviano, una volta scontata la pena e trascorsi i cinque anni di interdizione, potrà tornare a fare l’avvocato. Ridotta la condanna anche a Nunzia Graviano, sorella dei due boss.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Milazzo, tre in manette per droga. ‘Gestivano un mercato al minuto’.
Milazzo, tre in manette per droga. 'Gestivano un mercato al minuto'.
Grazie a delle intercettazioni che andavano avanti da un anno, i carabinieri di Milazzo hanno sgominato una piccola banda di spacciatori che vendeva sostanze stupefacenti nella zona tirrenica messinese. In carcere sono finiti Nicolino Isgrò, 37 anni, Vito Valore, 58, e Giuseppe Cantale, 27.
Processo Marasà, requisitoria del pm: ‘Condannate il penalista ad otto anni’.
Processo Marasà, requisitoria del pm: 'Condannate il penalista ad otto anni'.
Il Pm Gaetano Paci ha chiesto otto anni per l’avvocato Franco Marasà, reo di aver favorito le cosche di Santa Maria del Gesù e Porta Nuova. Le accuse del giudice fondate anche sulle dichiarazioni di nove pentiti, tra cui Gaspare Mutolo e Francesco Marino Mannoia.
L’autobomba di via Palestro. Milano, in cella due fratelli di Misilmeri.
L'autobomba di via Palestro. Milano, in cella due fratelli di Misilmeri.
Due fratelli di Misilmeri, Giovanni e Tommaso Formoso, sono accusati di aver partecipato all’attentato di via Palestro a Milano, avvenuto nel luglio del ’93 e che costò la vita a cinque persone. La Procura di Firenze ha emesso i due ordini di custodia, in quanto, secondo l’accusa, avrebbero dato appoggio logistico ed organizzativo per gli […]
Siracusa, torna l’offensiva del racket. Una bomba scoppia davanti a ‘Trony’.
Siracusa, torna l'offensiva del racket. Una bomba scoppia davanti a 'Trony'.
Secondo attentato in poco più di un mese nel grande magazzino di elettrodomestici ‘Trony’. Lo scorso 3 dicembre, infatti, l’ordigno non riusci’ a esplodere, questa volta la deflagrazione ha danneggiato l’esercizio. I titolari escludono di avere ricevuto minacce, ma la pista seguita è quella delle estorsioni.
Il fallito attentato all’Addaura a Falcone. Per Biondino la condanna ormai è definitiva.
Il fallito attentato all'Addaura a Falcone. Per Biondino la condanna ormai è definitiva.
E’ la seconda volta che un boss mafioso non impugna una sentenza di condanna. Il primo a non chiedere di essere processato in appello fu Bernardo Provenzano nell’ambito del processo per la strage di Capaci. Adesso è il turno di Salvatore Biondino, il quale, a differenza di Riina per l’attentato all’Addaura, non ha presentato appello.
Inseguita e minacciata. ‘Paga, i soldi servono per i detenuti’.
Inseguita e minacciata. 'Paga, i soldi servono per i detenuti'.
Quattro arresti a Palma di Montechiaro. L’ex moglie di un giostraio vicino agli ‘stiddari’ era in auto col figlio. Ha versato la prima rata, poi li ha denunciati. Secondo la Dda, l’ordine è quello di rastrellare soldi per aiutare i mafiosi pesantemente condannati.
Torna a casa per salutare la moglie. Catturato un latitante del clan di Carini.
Torna a casa per salutare la moglie. Catturato un latitante del clan di Carini.
Giuseppe Vallelunga era ricercato da tre anni per mafia ed estorsioni. I carabinieri hanno circondato la villa dove abitano i suoi familiari e sono entrati in azione quando il boss è arrivato in auto. I militari hanno eluso l’occhio di una telecamera collocata all’esterno dell’edificio. Si indaga sui favoreggiatori.
Racket in corso Calatafimi: otto condanne per 50 anni.
Racket in corso Calatafimi: otto condanne per 50 anni.
La seconda sezione del tribunale di Palermo ha inflitto agli otto imputati, rei di essere gli esattori del racket di corso Calatafimi, condanne per un totale di oltre 50 anni. Le pene più alte sono state comminate a Giovambattista Barone e Pietro Cocco (13 anni ciascuno).
Capo d’Orlando, notte di paura. Bomba disintegra l’auto di un imprenditore.
Capo d'Orlando, notte di paura. Bomba disintegra l'auto di un imprenditore.
Gli uomini del pizzo tornano a colpire nella piccola cittadina tirrenica. Nel mirino finisce Luciano Milio, direttore dell’Apo, azienda che commercializza agrumi. Era tornato da una ventina di minuti: poi l’esplosione.
