Secondo i pm di Palermo il civilista Carmelo Lo Cascio collaborò con i tre fratelli Graviano nella sottrazione di 8 miliardi dal patrimonio di un villaggio di Buonfornello. L’avvocato si difende:”sono una vittima, ho prestato solo la mia attività professionale”.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
“Con un omicidio la sfida al superboss”. La ritorsione al medico che non pagava.
"Con un omicidio la sfida al superboss". La ritorsione al medico che non pagava.
L’omicidio di Giuseppe Spatafora, amministratore delegato della “Edilgamma”, impresa di fatto gestita da due nipoti di Provenzano, rappresenta una sfida alla “Primula rossa”, il quale sa, che, per restare libero, deve lasciar correre. L’indagine ha consentito di fare luce sulla rapina messa a segno nella villa dell’urologo palermitano Francesco Paolo Rizzo, taglieggiato dalla cosca di […]
Un telefonino rubato all’ucciso svela i piani mafiosi: 17 arresti
Un telefonino rubato all'ucciso svela i piani mafiosi: 17 arresti
Grazie ad un cellulare che fu sottratto a Giuseppe Spadafora, assassinato nel gennaio scorso, che il killer continuò ad usare,e alle intercettazioni telefoniche, è stata fatta luce su un clan di San Giuseppe Jato che si contrapponeva a Bernardo Provenzano. Presi in dodici, cinque già in cella, uno è latitante.
L’omicidio del giornalista Francese. Sotto processo i boss della Cupola.
L'omicidio del giornalista Francese. Sotto processo i boss della Cupola.
Il gup ha accolto la richiesta della procura palermitana rinviando a giudizio i boss della Cupola mafiosa, tra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano e Bernardo Brusca. La prima udienza nel maggio prossimo. Il Giornale di Sicilia e l’ordine annunciano la costituzione di parte civile.
Enzo Lo Sicco in aula: ‘Mio zio era amico dei boss’
Enzo Lo Sicco in aula: 'Mio zio era amico dei boss'
Si sono ritrovati in aula zio e nipote con Innocenzo teste d’accusa contro lo zio. Quest’ultimo è Pietro Lo Sicco, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, il nipote è Innocenzo, adesso collaboratore di giustizia dopo la decisione di non sottostare più alle regole del clan Graviano.
Processo al clan di Porta Nuova. Tre condanne e un’assoluzione.
Processo al clan di Porta Nuova. Tre condanne e un'assoluzione.
Con tre condanne ed un’assoluzione si è chiuso il processo di primo grado contro quattro presunti appartanenti alla cosca mafiosa di Porta Nuova. Sei anni all’imprenditore Luigi Faldetta, ritenuto il prestanome di Pippo Calò, che grazie ad alcune società, avrebbe incrementato il proprio patrimonio. Confermata parte del sequestro dei beni.
‘Pericoloso anche se malato’. Di Maggio rimane in carcere
'Pericoloso anche se malato'. Di Maggio rimane in carcere
Nessuno sconto per Balduccio Di Maggio. L’istanza di remissione in libertà del collaborante e di concessione degli arresti domiciliari è stata respinta. All’ex collaboratore di giustizia, la Corte D’Assise gli ha concesso di farsi curare in una struttura penitenziaria.
Del Turco incontra Grasso. ‘Trovato l’antidoto ai veleni’
Del Turco incontra Grasso. 'Trovato l'antidoto ai veleni'
Ottaviano Del Turco si è inrattenuto un paio di ore con il Procuratore capo di Palermo Pietro Grasso. L’argomento riguardava la questione De Donno, una vicenda che contrappone parte rilevante della Procura di Palermo e i Ros. Il presidente dell’Antimafia si limita a dire che è inutile creare altri corpi di polizia, il Ros resta […]
‘C’è il rischio di altre stragi mafiose’. Il capo della Dia lancia l’allarme
'C'è il rischio di altre stragi mafiose'. Il capo della Dia lancia l'allarme
Il direttore della Dia, generale Carlo Alfiero, sceglie il convegno sul terrorismo per lanciare l’allarme: ‘ Bisogna fare attenzione al ritorno delle cosche, oggi perdenti. Non si può escludere la possibilità di una ripresa dell’aggessione mafiosa se non addirittura stragista’.
Sequestro di beni miliardario per due fratelli in odor di mafia
Sequestro di beni miliardario per due fratelli in odor di mafia
Il patrimonio dei fratelli Domenico e Gaspare Caravello è finito nel mirino del Tribunale che, con un provvedimento, ne ha sequestrato una fetta consistente, stimato in circa otto miliardi di lire in fabbricati. Secondo gli investigatori, i due uomini farebbero parte della cosca di Partanna Mondello.
