Sei condanne ed un’assoluzione. Questo il verdetto del processo celebrato col rito abbreviato, nato dall’inchiesta “Doppia sponda”, con cui era stato stroncato un traffico di stupefacenti tra la Sicilia e la Calabria.
Dossier: Rassegna Stampa
Attak nei lucchetti di Villa Virginia. Altro ristorante nel mirino del racket.
Intimidazione nel territorio del boss Lo Piccolo. Il locale, che organizza feste e ricevimenti, fa capo alla famiglia Vinci. Qualche giorno fa era toccato al locale “A Vucciria”.
“Riciclarono il tesoro di Ciancimino”. Condanne per il figlio e due avvocati.
Ciancimino, Lapis, Ghiron.
Sconto di pena ma condanne che diventano definitive per Massimo Ciancimino, Gianni Lapis e Giorgio Ghiron. Definiva pure la confisca di 60 milioni, ma i difensori sostengono che dovranno essere restituiti.
Stragi del ’93, “Spatuzza credibile”. Ergastolo per il boss Tagliavia.
Spatuzza, Tagliavia.
Diciotto anni dopo gli eccidi hano un nuovo colpevole. Francesco Tagliavia partecipò ai summit e mise a disposizione tre uomini. I giudici hanno ritebnuto attendibile pure Pietro Romano.
Condanna ridotta per l’armiere di Mangialupi.
Letterio Campagna.
Ridotta in appello la condanna per Letterio Campagna, ritenuto dall’accusa il custode delle armi e della droga del clan di Mangialupi. L’ultima operazione che lo riguarda è la “Murazzo”.
Inquietante messaggio al pm Lombardo.
Un finanziere ha trovato nel parcheggio all’esterno del Cedir un ordigno, un ritaglio con la foto del magistrato e uno scritto: “E’ tutto pronto per la festa”. Il procuratore Pignatone: “Ancora un segnale del clima intimidatorio che si cecra di creare intorno al lavoro della Procura”.
Napoli, racket del caro estinto. La camorra imponeva il “pizzo”.
Diciassette ordinanze di custodia cautelare ed un provvedimento di fermo sono stati emessi nei confronti di 18 persone, accusate di estorsione continuata e aggravata dal metodo mafisoso. Gli inquirenti non hanno dubbi sull’esistenza di un cartello nel campo delle onoranze funebri.
Droga a Mangialupi, confermate quattro condanne.
Operazione "Wolf".
Si tratta del processo d’appello nato dall’operazione “Wolf” che smantellò due organizzazioni criminali che gestivano il traffico di droga nel rione Mangialupi. Le condanne, inflitte nell’abbreviato ad Antonino Cutè, Giovanni Cutè, Giuseppe Cutè e Giuseppe Caleca, sono state confermate.
Giuseppina Pesce costretta a ritrattare.
Giuseppina Pesce.
I magistrati della Dda ritengono che Giuseppina Pesce sia stata indotta dalle forti pressioni dei familiari a interrompere per qualche mese il percorso intrapreso il 14 Ottobre 2010. Indagati il suocero e due cognati.
Tentata estorsione, quattro arresti.
Il titolare di un negozio di forniture idrauliche perseguitato e picchiato per non aver restituito 20 mila euro, cifra pattuita per la cessione dell’attività commerciale. La vittima, pestata a sangue in pieno centro, ha denunciato tutto.
