A causa dell’azzardo, famiglie vittime dell’usura.

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«Sempre più famiglie sono compromesse dall’usura a causa di un loro congiunto che le ha gettate in miseria per irrefrenabili abitudini di gioco d’azzardo», denuncia monsignor Alberto D’Urso, segretario della Consulta Nazionale Antiusura, che spiega come le persone coinvolte siano più di quanto si possa calcolare perché a venire allo scoperto sono in pochi.

La condanna ora è diventata definitiva. Fiancheggiatori di Provenzano in cella.

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La quinta sezione della Cassazione conferma le condanne dei fiancheggiatori di Bernardo Provenzano e loro si fanno riarrestare senza problemi: se otterranno i benefici della «liberazione anticipata» usciranno presto dal carcere, ma per adesso i «residui pena» di Gioacchino Badagliacca, Giampiero Pitarresi, Vincenzo Paparopoli e Vincenzo Alfano vanno da un anno e mezzo a quasi […]

Le vittime denunciano il racket. Una condanna per tentata estorsione.

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Per averlo riconosciuto e denunciato come l’ estorsore che gli avrebbe chiesto «i soldi per i carcerati», cioè il pizzo, Domenico Davì, titolare del supermercato «Sisa» di via Pindemonte, oltre all’attak nelle serrature e alle minacce, aveva ricevuto anche una bottiglia molotov. Ma il suo coraggio, l’aver rifiutato di piegarsi a Cosa nostra – ora […]

La soldatessa insospettabile che scortava i boss di Gomorra.

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Soldatessa in servizio al 235° reggimento Piceno di Ascoli. Ma anche giovane donna agli ordini della camorra dei Casalesi. Dei latitanti. Volontaria in ferma prolungata nell’Esercito italiano. Con un passato di vivandiera di chi si nascondeva alla giustizia, addetta al lavaggio e alla stiratura della biancheria dei boss, autista per il clan.

Blitz “Revenge” prime condanne.

Operazione "Revenge"

Quarantuno condanne su quarantaquattro imputati al processo «Revenge» con il rito abbreviato che si è concluso ieri davanti al giudice dell’udienza pre¬liminare Oscar Biondi. Sul banco degli imputati capi, luogotenenti e gregari del clan «Cappello-Bonaccorsi», arrestati l’anno scorso dagli agenti della squadra mobile dopo mesi di intercettazioni e pedinamenti, arricchiti da video e fotografie.

“Qui ci siamo nati e qui comandiamo”. Così s’imponeva il pizzo ai commercianti

Clan Santapaola,Pippo Zucchero

In città li conoscono come quelli del «gruppo della stazione». Perché è lì, in quelle strade, fra via Marchese di Casalotto e via Scuto Costarelli, che questa gente è nata e cresciuta. Perché è lì, in quelle strade, che questa gente ha saputo farsi un nome, ritagliarsi degli spazi e avviare i propri affari. Il […]