Da boss della cosca di Bagheria si sarebbe sentito offeso nell’onore per le parole di un altro detenuto, che farebbe parte dello stesso clan, intercettate e trascritte in un’ordinanza di custodia cautelare. Per lavare l’onta, Pietro Liga avrebbe così preteso 20 mila euro (poi ridotti a 2.500) da Leonardo Granà, imprenditore edile di Santa Flavia, […]
località: Palermo
L’ultimo business dei clan. “Fatture false per riciclare”.
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Un fiume di fatture false sta inondando Palermo. E questa volta non è per il solito vizietto italico dell’evasione fiscale. C’è Cosa nostra dietro la creazione di alcune società che in questi ultimi mesi hanno sfornato tonnellate di fatture false. Un modo semplice, ma efficace per riciclare milioni di euro. Il comandante provinciale della Finanza […]
Borsellino doveva essere ucciso prima di Falcone.
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Il regista dell’operazione di morte era lui. Faceva parte di un gruppo «riservato» di macellai di Cosa nostra voluto direttamente dal capo supremo Salvatore Riina. E come regista aveva scelto il suo territorio come palcoscenico dell’attentato. Lui, Matteo Messina Denaro, la primula rossa trapanese, aveva organizzato tutto: Paolo Borsellino doveva essere ucciso a Marsala.
Il dossier dell’Antimafia sugli affari dei clan. Le sale da gioco nuovo grande business.
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L’apertura di nuove sale gioco, le speculazioni su alcuni appezzamenti di terreno, la gestione dei rifiuti, il controllo degli appalti. Eccoli, gli affari su cui l’organizzazione mafiosa sta puntando in questi ultimi mesi. Il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, ha presentato un dettagliato dossier di duecento pagine alla commissione parlamentare antimafia arrivata ieri in […]
Cade l’estorsione, un anno al figlio del boss.
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L’estorsione non ci fu: si trattò solo di una violenza privata, commessa con l’aggravante del metodo mafioso. Mauro Lauricella, amico del calciatore Fabrizio Miccoli (ancor oggi indagato) e figlio del boss della Kalsa, Antonino, detto lo Scintilluni, se la cava con una condanna a un anno, a fronte di una richiesta di dieci, formulata dal […]
Provenzano, il ritorno dei fedelissimi.
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Il boss Bernardo Provenzano è morto al 41 bis, alcuni dei suoi fedelissimi passeggiano invece tranquilli per le strade della Sicilia. Ormai da più di un anno e mezzo. Qualcuno ha pagato il suo debito con la giustizia, scontando fino all’ultimo giorno di carcere qualcuno è uscito grazie al solito cavillo, che non manca mai […]
Chiese il pizzo a Bagheria, condanna a 4 anni .
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La sentenza del Gup Guglielmo Nicastro, pronunciata col rito abbreviato, chiude un’inchiesta della Dda su alcuni episodi relativamente minori, emersi nel corso degli accertamenti sulle cosche dell’hinterland orientale. Questa parte dell’indagine è stata però falcidiata dalla prescrizione: nel mirino infatti c’erano anche, per fatti del tutto diversi, un anziano boss bagherese, Giacinto Di Salvo, detto […]
La morte di Provenzano il boss fantasma che viveva nell’ombra.
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Se li è trascinati tutti nell’aldilà i misteri di Corleone. Il segreto della più lunga latitanza mai vista in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale, le voci che lo volevano metà boss e metà sbirro, i sospetti sull’incomprensibile potere di una spora dozzina di contadini che hanno conquistato la Sicilia e volevano conquistare anche […]
Un tesoro enorme e introvabile l’ultimo mistero di “zu’ Binnu”.
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Il suo “tesoro” è uno dei grandi misteri che il boss si porta nella tomba. Un “buco nero” forse figlio di quella trattativa Stato-mafia della quale (secondo l’impianto accusatorio della Procura di Palermo ancora al vaglio del tribunale) Provenzano sarebbe stato uno dei perni, avendo in qualche modo accettato, per il tramite di Vito Ciancimino, […]
Binnu “u tratturi” così guidò Cosa nostra.
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Chissà come ha reagito Salvatore Riina alla notizia della morte di Bernardo Provenzano. Se ha versato una lacrima, se ha provato un rimpianto per i bei tempi andati oppure se ha espresso soddisfazione per la scomparsa di un ex amico di cui si vociferava che lo avesse venduto, con la complicità dell’ex sindaco di Palermo […]
