La sentenza è interamente confermata: poco menò di 40 anni di carcere vengono inflitti anche in appello ai cinque presunti fiancheggiatori del boss Minimo Raccuglia, di Altofonte, catturato a Calatafimi il 15 novembre dei 2009. La sentenza è della sesta sezione della Corte d’appello, che, con il rito abbreviato, ha ribadito la decisione del Gup […]
località: Palermo
Nelle mani del racket per otto anni. Imprenditore riconosce aguzzini in aula.
Imprenditore,racket,esattori,processo
Il pizzo come diritto acquisito di Cosa nostra, che – nonostante gli arresti – si tramanda di boss in boss e che per anni, adattandosi anche al passaggio dalla lira all’euro, soffoca ininterrottamente una famiglia di imprenditori. Questa è la storia che ieri mattina è stata riferita alla quarta sezione del tribunale, presieduta da Vittorio […]
Il caffè della mafia imposto ai bar.
Caffe,Cosa nostra,Totò Riina,Francesco Paolo Maniscalco
Adesso Cosa nostra ha anche il suo caffè espresso, che cerca di impone ai bar del centro. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza ha scoperto che dietro la società “Caffè Florio”, che rifornisce decine di locali a Palermo e in tutta la Sicilia, ci sarebbe un boss ritenuto da sempre vicino a […]
Le verità nascoste. Depistaggi e omertà di Stato dopo vent’anni di inchieste i mandanti restano un mistero.
Capaci, Via D'Amelio.
Mai Cosa nostra avrebbe “osato” agire da sola se non avesse recevuto garanzie “dall’alto”. Nulla si è mai saputo sui “suggeritori” delle stragi di Capci e Via D’Amelio. Uomini del Palazzo che sanno e tacciono, quelli che erano stati messi al corrente delle “trattative”.
La ricerca della verità tra tante bugie e depistaggi.
Capaci. Via D'Amelio.
Nonostante siano passati venti anni, nulla è ancora certo su Capaci e via D’Amelio. Anzi, per quest’ultima strage si è ricominciato daccapo.
Messineo: “I boss influenzano ancora la politica e controllano i voti”.
Cosa nostra.
Secondo il procuratore di Palermo, molto è cambiato dal 1992, il declino di Cosa Nostra ormai è manifesto, anche se la sua capacità di influenza poltica, soprattutto per il controllo elettorale, è ancora forte.
Coca dal Messico a Brancaccio. Scatta la retata con 34 arresti.
Operazione Monterrey.
Un’indagine lunga e pericolosa sgomina un’alleanza tra narcos, camorristi e clan mafiosi. Sequestrata mezza tonnellata di droga, un quintale doveva arrivare in città. Scoperta pure una maxi importazione di hashish.
All’ombra dei boss una maxi-evasione con coop fantasma e fatture false.
Le imprese legate a mafiosi utilizzavano cooperative di trasporto e non pagavan le tasse. Congelato un patrimonio di 62 milioni. Indagato il consulente del lavoro Giuseppe Damiata.
E i boss Graviano con i distributori ripulivano i soldi.
Graviano.
Il ruolo dei mafiosi di Brancaccio nel business. Fatture false per 10 milioni con le pompe di benzina.
L’esplosivo della strage di Capaci arrivò con un peschereccio.
Strage di Capaci,Gaspare Spatuzza
L’esplosivo per la strage di Capaci fu prelevato da pescherecci che lo usavano per la pesca di frodo, nascosto in un rudere e poi preparato per l’attentato in cui il 23 maggio del 1992 furono uccisi Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorsa Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.Lo […]
