Michele Pillitteri è stato incastrato dai colloqui in carcere di un esattore del racket, arrestato il mese scorso. Tra i bersagli anche un pub iscritto ad Addiopizzo.
località: Palermo
Macellaio in cella: voleva il pizzo dai colleghi.
Michele Pillitteri.
Era lui, Michele Pillitteri, il mandante delle estorsioni ai danni di quattro esercizi commerciali. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato lui a ordinare ad Aurelio Valguarnera e Ignazio Romano la riscossione del pizzo.
“Non è colluso”, prosciolto Cuffaro.
Cuffaro.
L’ex presidente della Regione, che sta scontando sette anni a Rebibbia, non era in aula. Confermata in appello la sentenza di assoluzione. I giudici della sesta sezione hanno ritenuto valido il proncipio del “ne bis in idem”, ovvero il divieto di doppio giudicato sugli stessi fatti.
“Già processato”: Cuffaro evita l’altra condanna.
Totò Cuffaro.
La Corte d’Appello conferma il verdetto di primo grado. Totò Cuffaro per quegli stessi fatti è stato già processato e condannto a sette anni di reclusione. Vale il principio: “Ne bis in idem”.
E il Colle rassicurò Mancino. “Il presidente sa già tutto si sta muovendo anche lui”.
D'Ambrosio, Mancino, trattativa Stato-mafia.
Inchiesta Stato-mafia, ecco le telefonate segrete. Le carte su Mancino e il ruolo del Quirinale.
Via al nuovo processo Borsellino.
Fabio Tranchina, Borsellino.
Alla sbarra Fabio Tranchina, il pentito che ha ricostruito la strage di via D’Amelio. Sarà giudicato in abbreviato Decisive le sue accuse a Giuseppe Graviano come esecutore.
“Imponevano ai bar il caffè dei clan”. Nuovo sequestro per oltre un milione.
Francesco Paolo Maniscalco.
Individuata un’altra società riconducibile a Francesco Paolo Maniscalco, ritenuto uomo d’onore vicino a Totò Riina. A maggio la Procura aveva ottenuto il sequestro di cinque aziende ma secondo l’accusa l’imprenditore avrebbe continuato a lavorare con un’altra società.
Messineo: ora le cosche sono federate.
Francesco Messineo.
Intervista al Procuratore di Palermo, Francesco Messineo. Secondo il magistrato, a Palermo le “famiglie” sono indipendenti, non c’è più la commissione provinciale. Nel Trapanese c’è una mafia diversa, legatissima alle attività produttive.
E D’Ambrosio disse: parlo io con Grasso.
Loris D'Ambrosio, Nicola Mancino.
Così il consigliere del Colle rassicurò Mancino. Il pg della Cassazione all’ex ministro: “Sempre a disposizione”.
Lo stragista di Capaci lascia il 41 bis.
Antonino Troia.
Un boss di prima grandezza, Antonino Troia, ma secondo il Tribunale di sorveglianza di Roma, dal 1993 ad oggi non sarebbe emerso più alcun elemento per ritenere che lui ed esponenti della sua famiglia abbiano un ruolo attivo all’interno di Cosa nostra. Da qui la decisione di revocare il 41 bis.
