L’agenzia del riciclaggio aveva sede nello studio paler¬mitano del tributarista Gianni Lapis, in Libertà 78. Magistrati e investigatori stanno adesso verificando il ruolo avuto da uno dei soci dello studio, Antonio Gaudio, 45 anni.
località: Palermo
Un infiltrato smaschera Lapis: arrestato.
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La sera del 5 ottobre, i giudici della Corte di Cassazione lo condannarono definitivamente a 2 anni e 8 mesi, con l’accusa di aver gestito il tesoro della famiglia Ciancimino. Ma l’avvocato Gianni Lapis non sembrava preoccuparsi più di tanto: continuava a gestire al telefono i suoi affari milionari.
Così Caporrimo puntava alla Cupola.
Giulio Caporrimo.
Nel blitz contro Cosa nostra che ha decapitato le famiglie mafiose, la scalata di Giulio Caporrimo, tra amicizie nate in carcere, i contatti con i boss di altri mandamenti per espandere il potere sulla provincia e gli inviti della moglie a cambiare vita.
Il tesoro dei boss: scattano 2 sequestri.
Bar Sofia, Graviano.
Le interecettazioni della quadra mobile nell’ambito del blitz contro contro Cosa nostra hanno incastrato i veri padroni delle attività. Il Bar “Sofia” di via Mondini e un’azienda di traporti erano gestiti da prestanome dei fratelli Graviano.
“Chiese voti, ma alla mafia non diede nulla”.
Lombardo.
La richista di archiviazione per Raffaele Lombardo e suo fratello. “Solo promesse, nessuna dazione di denaro in cambio di preferenze”.
“I trapanesi comandano anche qui”.
Giulio Caporrimo.
Ricostruite le relazioni del nuovo capomafia, Giulio Caporrimo, che racconta a un fedelissimo che i trapanesi comandano anche qui, ma su cui gli inquirenti sono cauti. Per lui contatti anche con napoletani e pugliesi.
L’elenco delle imprese da spremere.
Giulio Caporrimo, Cosa nostra.
Un centinaio i nomi all’esame degli inquirenti dpo il blitz contro Cosa nostra. A Giulio Caporrimo trovati fogli con codici e cifre, Interessi dei clan anche sui progetti di Zamparini, Presidente del Palermo calcio.
Nuove reclute e gregari affidabili smantellati tre mandamenti: 36 in cella
Operazione antimafia.
Imponente retata delle forze dell’ordine che porta 36 mafiosi, rappresentanti delle cosche di Brancaccio, San Lorenzo e Passo di Rigano, in cella. “Abbiamo colpito il nucleo storico di Cosa nostra palermitana, che continuava a gestire affari e ad imporre estorsioni”, il commento del Questore di Palermo, Nicola Zito.
I boss puntavano ai lavori del nuovo stadio. Zamparini: “Opere solo a ditte certificate”.
Gli affari del patron del Palermo calcio, Maurizio Zamparini, facevano gola alla mafia. Contatti con l’entourage di due politici per ottenere il via libera per un lido.
Il summit a Villa Pensabene per far rinascere la Cupola filmato in diretta dai militari.
All’inconto ddel 7 Febbraio scorso c’era Giuseppe Calascibetta, assassinato sette mesi dopo. Ciascun gruppo aveva ale costole una forza di polizia che seguì i padrini fino all’ingresso.
