Mentre Provenzano veniva trasferito nel super carcere di Terni, le forze dell’ordine hanno arrestato tre fiancheggiatori del boss. Si tratta di Bernardo Riina, pastore e solo omonimo del più famoso Totò e i fratelli Calogero e Giuseppe Lo Bue (quest’ultimo sposato con una nipote di Provenzano).
località: Palermo
‘Davanti a quell’uomo ho detto: la caccia è finita’.
'Davanti a quell'uomo ho detto: la caccia è finita'.
Sono le parole di Renato Cortese, dirigente della sezione ‘Catturandi’ della Squadra mobile di Palermo, il segugio che negli ultimi anni ha catturato il gotha di Cosa nostra. Un lavoro durato una vita fra delusioni e notti in bianco. Ora un senso di liberazione.
La ‘belva’ che si inventò stratega.
La 'belva' che si inventò stratega.
Diceva di lui Luciano Liggio, di cui Provenzano ne era il luogotenente: ‘Spara come un dio ma ha un cervello di gallina’. Eppure il ‘trattore’ cosi’ come lo chiamvano gli amici, ha fatto cambiare rotta a Cosa nostra: dalle stragi alla politica dell’inabissamento.
Tre boss nella corsa alla successione.
Tre boss nella corsa alla successione.
Secondo i magistrati, i mafiosi più accreditati per raccgliere l’eredità di Bernardo Provenzano sarebbero Salvatore Lo Piccolo, boss di San Lorenzo e latitante da 23 anni, Mimmo Raccuglia, detto ‘il veterinario’ e Matteo Messina Denaro, capo indiscusso delle cosche trapanesi.
Chiedono il ‘pizzo’, imprenditore chiude. A Palermo un’inchiesta con 4 fermati.
Chiedono il 'pizzo', imprenditore chiude. A Palermo un'inchiesta con 4 fermati.
Un imprenditore che stava ultimando un’opera pubblica ha interrotto i lavori. I taglieggiatori chiedevano 12mila euro pronto cassa. Il clan lo ha minacciato dipingendo una croce sulla sua auto. I fermi sono scattati per 4 persone.
Presi i pusher dei quindicenni.
Presi i pusher dei quindicenni.
Un blitz della poizia al Borgo Vecchio ha svelato i proficui affari che Davide Romano, fratello del boss Francesco Paolo, aveva messo in piedi in alcune zone di Palermo. Fra i dieci arrestati anche un intero nucleo familiare.
Chiesti 400 anni di carcere per i ‘Binnu boys’.
Chiesti 400 anni di carcere per i 'Binnu boys'.
I pm hanno proposto pene pesanti per i fedelissimi di Provenzano. Associazione mafiosa ed estorsione per boss e gregari della cosca di Villabate, ma anche favoreggiamento per commercianti ed imprenditori che non hanno ammesso di aver pagato il pizzo.
Spettacoli, pizzo, assunzioni a braccetto mafiosi e manager.
Spettacoli, pizzo, assunzioni a braccetto mafiosi e manager.
Da un’inchiesta partita da un incendio di sei cassonetti dell’Amia, si arriva alle collusioni tra il clan di Porta Nuova e i dirigenti della Gesip e del teatro Massimo. In carcere sono finiti Antonino Abbate e lo zio.
Riolo: ‘Quando da Guttadauro scoprirono la microspia sentii l’esclamazione: ma allora aveva ragione Totò…’.
Riolo: 'Quando da Guttadauro scoprirono la microspia sentii l'esclamazione: ma allora aveva ragione Totò...'.
Botta e risposta al processo per le ‘Talpe in Procura’ fra il maresciallo Riolo e l’avvocato difensore di Totò Cuffaro, Nino Caleca.
‘Nascondeva la cocaina nei piatti’. Era ai domiciliari, adesso torna in cella.
'Nascondeva la cocaina nei piatti'. Era ai domiciliari, adesso torna in cella.
Salvatore Leggio, 54 anni, nonostante si trovasse ai domicliari, continuava a spacciare droga. Infatti, durante un controllo delle forze dell’ordine, all’uomo sono stati trovati 200 grammi di cocaina. In un’altra operazione sequestrato un etto di hashish.
