Ventisette anni dopo spunta l’assegno del presidente: 35 milioni di lire emessi da Silvio Berlusconi a favore di Vito Ciancimino, per finanziare l’acquisto di tessere della Dc da parte del leader del gruppo che prendeva il nome dallo stesso ex sindaco mafioso di Palermo, la corrente cianciminiana, allora vicina a quella andreottiana.
tematica: Mafia ed istituzioni
Lettera con proiettile al bimbo di Ciancimino. Il Padre :
Massimo Ciancimino,proiettile,figlio
Alla vigilia di un nuovo interrogatorio in procura sui misteri della trattativa Stato-mafia, arriva l’ennesima lettera con un proiettile a Massimo Ciancimino. Questavolta, però, il destinatario del pacchetto lasciato nella cassetta della posta è il figlio di cinque anni, Vito Andrea.
Foto del «signor Franco» mostrate alla madre di Massimo Ciancimino.
Massimo Ciancimino,signor Franco,servizi segreti
Del «signor Franco» manco a parlarne. Ma «il Capitano», il misterioso personaggio vicino a «Franco/Carlo Gross», sarebbe stato finalmente individuato con certezza. Massimo Ciancimino, ieri pomeriggio per l’ennesima volta davanti ai pm Antonio Ingroia, Nino Di Matteo e Paolo Guido, ha detto di non avere più dubbi e ha anche detto il nome dell’uomo.
I pm sulle tracce del “signor Franco”. perquisite le abitazioni di Ciancimino
I pm sulle tracce del "signor Franco". perquisite le abitazioni di Ciancimino
Un blitz a sorpresa, decine di agenti della Dia in azione in tutta Italia, perquisizioni tra Palermo, Roma, Bologna e Cortina d’Ampezzo: l’ultima puntata dell’«altra trattativa» — quella tra le Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze e Massimo Ciancimino, più volte sollecitato a vuotare il sacco e a non parlare «a rate» — è andata […]
Falcone, Antimafia e Copasir riaprono il caso Addaura.
Falcone, Antimafia e Copasir riaprono il caso Addaura.
Per vent’anni sono state solo ombre, attorno ai cadaveri del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie Ida, ammazzati — non si sa ancora da chi — quarantacinque giorni dopo il fallito attentato al giudice Falcone, sulla scogliera dell’Addaura. Adesso, fra le ombre, si intravedono dei volti, ancora senza nome.
Verbali, testimonianze, identikit spariti dagli atti dell’inchiesta.
Verbali, testimonianze, identikit spariti dagli atti dell'inchiesta.
Carte scomparse, verbali d’interrogatorio mai più ritrovati, armadi svuotati, denunce insabbiate, identikit persi, depistaggi. E una pista «passionale» per ogni omicidio, un’amante segreta per ogni morto. Le indagini sull’attentato dell’Addaura sono l’annuncio delle stragi del 1992, sono le mosse che anticipano le uccisioni di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino.
I pm non credono al generale Mori è indagato per la trattativa Stato-mafia.
I pm non credono al generale Mori è indagato per la trattativa Stato-mafia.
L’indagine sui misteri siciliani del 1992 si avvicina al cuore dello Stato. A diciotto anni dalle stragi ci sono i primi uomini degli apparati formalmente indagati per la trattativa con i boss di Cosa Nostra. Uno è il generale Mario Mori, ex vicecomandante dei reparti speciali dei carabinieri ed ex direttore del servizio segreto civile. […]
‘Trattativa’, vertice e scambi di carte tra i pm a Palermo.
'Trattativa', vertice e scambi di carte tra i pm a Palermo.
Il nuovo vertice viene diviso in due parti, Si parla di trattativa e non solo, con il procuratore di Palermo Francesco Messineo, con l’aggiunto Antonio Ingroia e con i sostituti Nino Di Matteo, Roberto Scarpinato e Paolo Guido, che a turno partecipano ai due summit: il primo, presente Messineo, tenuto in una palazzina defilata della […]
Mafia, la verità di Ciancimino jr. ‘Così Provenzano tradì Riina’
Mafia, la verità di Ciancimino jr. 'Così Provenzano tradì Riina'
Provenzano dietro alla cattura di Riina, Lo racconta Massimo Ciancimino ai pm palermitani, gli stessi magistrati ai quali da mesi racconta i retroscena della presunta trattativa mafia-Stato.
Finisce in cella il poliziotto-talpa avvisava i mafiosi prima dei blitz.
Finisce in cella il poliziotto-talpa avvisava i mafiosi prima dei blitz.
Si è costituito a Pagliarelli Vincenzo Di Blasi, accusato di essere l’informatore del clan di Brancaccio. Avrebbe fornito alle cosche giubbe del corpo, palette, passamontagna e un lampeggiante.
