“Io non c’entro nulla con gli attentati a Reggio e non sono un affiliato della ‘ndrangheta”. Davanti al gip di Trieste, Antonio Cortese si è difeso ripetendo quando aveva già riferito ai poliziotti nel momento del fermo. Per oltre un’ora, presenti i suoi legali, gli avvocati Giuseppe Nardo e Domenico Neto, ha risposto alle domande […]
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Due pentiti inchiodano il “bombarolo”.
Antonio Cortese.
Il boss Nino Lo Giudice e suo cugino Consolato Villari sono statisentiti dal procuratore LoMabrdo e dal Sostituto Curcio. CDomani Cortese comparirà davanti al gip di Trieste per l’udienza di convalida del fermo.
Fermato al confine il presunto “bombarolo”.
Antonio Cortese.
Antonio Cortese, 48 anni, è stato arrestato a Trieste mentre stava rientrando in Italia a bodo di un pullman proveniente dalla Romania. Antonino Lo Giudice lo indica come l’esecutore materiale degli attentati contro i magistrati reggini.
Lea Garofalo uccisa e poi sciolta nell’acido.
Lea Garofalo.
Svolta nelle indagini sulla scomparsa della 36enne, ex collaboratrice di giustizia, vista per l’ultima volta a Milano nel novembre del 2009. Per l’omicidio, arrestati dai carabinieri l’ex convivente Carlo Cosco, i suoi due fratelli e altre tre persone.
‘Ndrangheta, un altro boss collabora. “Ho messo io le bombe in tribunale”.
Antonino Lo Giudice.
Si tratta di Antonino Lo Giudice, capo emergente. Era stato fermato dai pm Pignatone e Prestipino. Il pentimento forse per evitare il sequestro dei beni al fratello.
Fazio Cirolla implorò pietà in ginocchio.
Clan Forastefano
Fatta piena luce sulla tragica fine dell’imprenditore assassinato per sbaglio da due killer nel luglio 2009. Individuati mandanti ed esecutori. Ricostruiti tre omicidi compiuti nella Sibaritide. Grande contributo da parte di alcuni pentiti.
Le cautele degli uomini di Giovanni Tegano.
Operazione "Agathos"
Gli uomini fidati di Giovanni Tegano temevano di essere intercettati. Dagli atti dell’operazione “Agathos” emerge che i generi e i componenti della ristretta cerchia che doveva proteggere la latitanza dell’anziano boss di Archi adottavano una serie di accorgimenti per eludere i controlli delle forze dell’ordine.
Moio descrive gli assetti della ‘ndrangheta.
Roberto Moio,Consolato Villani
Le due gole profonde della ‘ndrangheta. Negli ultimi giorni i nuovi pentiti hanno conquistato la scena delle vicende giudiziarie: Roberto Moio da un lato, Consolato Villani dall’altro. Il primo, esponente di spicco della cosca Tegano, ha cominciato a collaborare all’inizio della scorsa settimana, 24 ore dopo essere finito in carcere nell’ambito dell’operazione “Agathos”. Con le […]
Nino Lo giudice fa scena muta davanti al magistrato.
Nino Lo Giudice,cosca Condello
È stato interrogato ieri dal gip Santoro Antonino Lo Giudice, l’uomo accusato dagli ultimi due pentiti di ‘ndrangheta Roberto Moio e Consolato Villani di essere uno dei capi e fermato dai magistrati della Dda reggina. Assistito dal suo avvocato di fiducia Lorenzo Gatto, Nino Lo Giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Pignatone: ‘ndrangheta resa forte dalle collusioni.
Pignatone.
Il Capo della procura di reggio Calabria fornisce la chiave di lettura dell’escalation di intimidazioni che vede i giudici nel mirino della criminalità organizzata. Pe rquanto riguarda il suo trasferimento, Pignatone lo valuterà il prossimo aprile.
