Da alcune lettere di Bernardo Provenzano indirizzate a Giuffrè e fatte ritrovare da quest’ultimo emergono nuovi particolari. Si scopre, infatti, come il superlatitante abbia la massima fiducia nei confronti di Giulio Gambino, mafioso di Villagrazia
tematica: Pentiti
Giuffrè e le stragi del ’92: ‘ Ci furono pressioni pure dai boss di Agrigento’.
Giuffrè e le stragi del '92: ' Ci furono pressioni pure dai boss di Agrigento'.
Nino Giuffrè, in alcuni verbali depositati in processo ai clan di Agrigento, racconta alcuni retroscena inediti degli eccidi del ’92, nonchè dei legami tra la mafia dei corleonesi e quella degli agrigentini.
Il clan Libri metteva in crisi gli accordi.
Il clan Libri metteva in crisi gli accordi.
Nuovo capitolo nelle dichiarazioni di Paolo Iannò che ricostruisce la suddivisione del territorio tra le varie cosche. Secondo il collaborante, però, il clan Libri imponeva tangenti anche in zone non di competenza.
Le verità di Seidita su mafia e politica.
Le verità di Seidita su mafia e politica.
Michele Seidita, diventato ufficialmente collaboratore di giustizia, sta offrendo delle dichiarazioni che promettono di aprire uno squarcio sulla dinamica mafia di Partinico nonchè sui rapporti tra mafia e politica, come quando Giovanni Bonomo, nel ’96, indicò di votare per Berlusconi.
Lenzo collabora con la giustizia.
Lenzo collabora con la giustizia.
E’ diventato ufficiale il ‘salto del fosso’ di Santo Lenzo, 48 anni, presunto boss di Brolo. La conferma è stata data nel corso di un processo per estorsione in appello.
La verità di Iannò sul ‘comitato d’affari’.
La verità di Iannò sul 'comitato d'affari'.
Il mirino di Paolo Iannò, stavolta, è puntato nei rapporti tra ‘ndrangheta e politica. Secondo il pentito, a Reggio Calabria vi era un comitato d’affari formato da politici della prima repubblica e imprenditori vicino ai boss mafiosi.
Un ‘pellegrinaggio’ sui luoghi dei delitti.
Un 'pellegrinaggio' sui luoghi dei delitti.
Paolo Iannò sta conducendo gli inquirenti sui luoghi che lo hanno visto protagonista quale componente del terribile gruppo di fuoco condelliano. I verbali ormai indicano i luoghi in cui sono stati compiuti gli agguati più efferrati della guerra di mafia.
Racket, pagavano tutti. ‘Tangenti per costruire carcere e Tribunale’.
Racket, pagavano tutti. 'Tangenti per costruire carcere e Tribunale'.
Il boss Luigi Giuliano continua a svelare fatti importanti degli anni passati. L’ex boss rivela che tutti gli imprenditori erano costretti ad accettare il fardello del racket, mentre gli incassi si aggiravano fino a 270 milioni al mese. Il pizzo anche su metrò e tangenziale.
Racket e appalti le verità di Giuliano.
Racket e appalti le verità di Giuliano.
Luigi Giuliano, il pentito di camorra, apre il capitolo racket e appalti. Secondo il collaborante tutti gli imprenditori pagavano e le somme confluivano in una cassa comune. Dall’84 in poi gli scontri tra i clan avrebbero portato ad una divisione delle ‘quote’.
Le tante ‘fughe’ di Nino Gulli’.
Le tante 'fughe' di Nino Gulli'.
Non c’è alcuna traccia del collaboratore di giustizia Nino Gulli’ sparito alla vigilia della sua deposizione al processo ‘Primaluce’. Un vero e proprio giallo con la difesa che avanza seri dubbi sulla condotta dell’ex killer del clan Rosmini.
