Un’esplosione nel cuore della notte ha devastato il ‘Natural Blu” di proprietà di Lillo Foti. Incerta la matrice dell’attentato: gesto di un tifoso esagitato o la lunga mano del racket? In passato, però, l’imprenditore ha subito altre intimidazioni.
tematica: Racket
Tentata estorsione da un miliardo e mezzo.
Tentata estorsione da un miliardo e mezzo.
Tre uomini finiscono in manette con l’accusa di estorsione aggravata. Vittima dell’azione criminale un imprenditore molisano che ha denunciato tutto alla polizia.
Il racket non risparmia nessuno.
Il racket non risparmia nessuno.
Il racket delle estorsioni continua ad imperversare a Gela. Nel mirino degli attentatori, stavolta, l’industria di gelati ‘Gisa’. Distrutti nell’incendio tre furgoni frigorifero del valore di 150 milioni.
Centomila a funerale.
Centomila a funerale.
Finisce in manette Salvatore Francesco Cambria, il quale aveva imposto il pizzo ad un impresario di pompe funebri. L’estortore sosteneva di operare per conto della mafia barcellonese e tagliaggiava il commerciante ormai da quattro anni.
Smascherati e subito condannati.
Smascherati e subito condannati.
Per anni avevano pagato per non avere fastidi. Poi, il coraggio di una denuncia collettiva di un paio di commercianti sotto pizzo. Cosi’, scattano le manette per sei estorsori che vengono condannati.
Supermercato in fiamme.
Supermercato in fiamme.
Un avvertimento di possibile natura estorsiva è stato compiuto nei confronti del supermercato dei fratelli Patea. I danni ammontano a centinaia di milioni, ma si attende la perizia dei viglili del fuoco per capire l’esatta matrice del gesto.
Tentata estorsione a Vulcano. Indagato cognato della vittima.
Tentata estorsione a Vulcano. Indagato cognato della vittima.
Due rinvii a giudizio per un presunto tentativo di estorsione sull’isola di Vulcano. La vicenda ha come protagonista il titolare di un supermercato, il quale ha subito una richiesta di 50 milioni. Gli indagati sono Mariano Torre, cognato della vittima, e Daniele Salvadore.
‘Voglio 15 milioni’.
'Voglio 15 milioni'.
Tentata estorsione nei confronti di un commerciante da parte di Vincenzo Pino che finisce agli arresti domiciliari. L’uomo, indagato nell’operazione ‘Mare nostrum’, si è giustificato sostenendo che doveva pagare l’onorario del legale.
Intimavano di regolare il ‘pizzo’.
Intimavano di regolare il 'pizzo'.
Non soltanto richieste di denaro, avvertimenti e minacce, ma anche gravi attentati nei cantieri. L’imprenditore, però, li denuncia, e cosi’la polizia li coglie sul fatto. Per Fabio Catania e Vincenzo Dato, santapaoliani di Picanello, si aprono le porte del carcere.
Riscuotevano il ‘pizzo’.
Riscuotevano il 'pizzo'.
Sono stati arrestati con le mani nel sacco. Si tratta di Giuseppe Calarese e Salvatore Cardubbo, fermati all’uscita di una pasticceria di via 24 Maggio con il pizzo ed una quantità di dolci.
