Anche Tano Grasso scende in campo per tutelare Giacomo Latassa, l’imprenditore, oggetto di pesanti ‘avvertimenti’, che ha minacciato di chiudere la propria azienda qualora lo Stato non fosse intervenuto.
testata giornalistica: GAZZETTA DEL SUD
Omicidio Marino, i carabinieri hanno fermato uno dei killer?
Omicidio Marino, i carabinieri hanno fermato uno dei killer?
In relazione all’ennesimo omicidio, incombe, secondo le indagini degli inquirenti, l’ombra della faida tra le famiglie rivali. Sarebbe stato fermato uno dei killer di Marino, Leonardo Della Villa, 30 anni, incensurato.
L’imprenditore Latassa non chiuderà l’azienda.
L'imprenditore Latassa non chiuderà l'azienda.
I cancelli della fabbrica dell’imprenditore Latassa rimarranno aperti, scongiurando cosi’ il licenziamento dei dipendenti e la vittoria del racket. Sono scesi in campo, infatti, i massimi vertici istituzionali dopo l’accorata lettera dell’imprenditore al presidente della repubblica e al presidente del consiglio.
L’imprenditore Latassa non chiuderà l’azienda.
L'imprenditore Latassa non chiuderà l'azienda.
Tranquillizzato dal questore e dal prefetto, Giacomo Latassa non chiuderà la sua azienda. L’imprenditore, continuamente oggetto di avvertimenti da parte del racket, aveva scritto un’accorata lettera al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio denunciando la grave situazione
Omicidio Marino, i carabinieri hanno fermato uno dei killer?
Omicidio Marino, i carabinieri hanno fermato uno dei killer?
Si tratterebbe di un giovane incensurato, sul quale peserebbero gravi indizi, l’uomo fermato dai carabinieri in seguito all’omicidio di Giuseppe Marino. Gli inquirenti temono il riesplodere della faida tra i Talia e i Vadalà.
Omicidi di mafia a Scido e Bova Marina.
Omicidi di mafia a Scido e Bova Marina.
Carmelo Madafferi non aveva precedenti penali, a Giuseppe Marino, invece, avevano ucciso un fratello. Le due vittime erano un emigrato tornato dal Veneto per le ferie ed un commerciante di articoli per il mare, suocero di un latitante.
Il Tribunale del riesame scarcera Bonaffini e Laganà.
Il Tribunale del riesame scarcera Bonaffini e Laganà.
Tornano in libertà due dei sette imputati che il 21 luglio erano stati raggiunti dall’ordinanza della Corte d’Assise d’Appello in relazione al processo ‘Peloritana 2’. Si tratta di Salvatore Bonaffini e Gianfranco Laganà, che erano stati condannati rispettivamente a 14 anni e sei mesi e 9 anni e otto mesi.
Cancellati otto ergastoli.
Cancellati otto ergastoli.
Nel processo d’Appello ai clan della Sibaritide e del Cirotano, coinvolti nell’operazione Galassia, il massimo della pena è stato confermato solo al presunto boss di Cariati, Domenico Critelli. Per il resto, gli altri ergastoli sono andati a farsi ‘benedire’.
Il nipote gli ricompra la salumeria confiscata.
Il nipote gli ricompra la salumeria confiscata.
Considerata la base dei boss stragisti di Capaci, confiscata dallo Stato, la salumeria ‘Amici a Tavola’ è stata riacquistata dal nipote di Stefano Ganci. Tutto ciò è emerso dalle motivazioni della sentenza di condanna dell’avvocato Memi Salvo, fiancheggiatore dei Graviano.
Artigiano soffocato dagli usurai offre un rene per sopravvivere.
Artigiano soffocato dagli usurai offre un rene per sopravvivere.
Rosario Bruno, 57 anni, artigiano ‘strozzato’ dagli usurai, ridotto assieme alla sorella alla più assoluta povertà, è disposto per sopravvivere a vendere un rene.
