La Corte d’Appello ha ridotto le pene inflitte in primo grado a due dei presunti membri del gruppo di trafficanti: Giuseppe Bertolino ed Emilio Sacra. All’epoca, era stato scoperto un vasto giro di droga tra Palermo e Napoli.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Imprenditore denuncia: estortore preso a Palermo.
Guglielmo Rubino.
L’imprenditore, che si era aggiudicato i lavori di ristrutturazione di due scuole palermitane, aveva sopportato visite e minacce. Guglielmo Rubino è stato bloccato mentre contrattava l’acconto del pizzo.
La Procura: archiviazione per Cimino. “Non ebbe rapporti con Cosa nostra”.
Michele Cimino.
L’ex vicepresidente della Regione era coinvolto col padre ed un segretario nell’indagine sulla cosca di Castrofilippo. “Non chiese lui i voti ai boss, non c’è prova che furono pagati”. La Procura chiede, dunque, l’archiviazione.
“Vinsi l’appalto, ero felice ma lì iniziarono tutti i guai”.
Guglielmo Rubino.
Parla l’imprenditore che con la sua coraggiosa scelta ha permesso di incastrare il suo estortore: Guglielmo Rubino. “Le richieste arrivarono subito, ho subito minacce pesanti”.
La lupara bianca del boss Bonanno. Ergastoli definitivi per Cinà e Rotolo.
Domenico Cinà,Antonino Rotolo,ergastolo
L’uomo della trattativa fra Stato e mafia non uscirà più dal carcere diventa definitivo l’ergastolo inflitto al dottor Antonino Cinà per l’omicidio di Giovanni Bonanno. Con lui la massima pena è stata inflitta pure al capomafia di Pagliarelli, Nino Rotolo, che però è alla seconda condanna all’ergastolo (la prima l’aveva avuta nel processo «Agate», per […]
“Non è l’erede del boss Giuffre”. Scagionato dopo due anni agli arresti.
Giorgio Liberto
Cadono in secondo grado la contestatzione di essere stato l’erede di Nino Giuffrè, come capo del mandamento di Caccamo, e dunque la condanna a sei anni: Giorgio Liberto, 74 anni, viene assolto dall’accusa di associazione mafiosa.
Diventa definitiva l’assoluzione per tre imprenditori.
Fratelli Cavallotti
La Procura non ha impugnato la sentenza di secondo grado nei confronti dei fratelli Cavallotti. I tre imprenditori sono stati assolti dall’accusa di concorso in associazione mafiosa.
“Il pizzo” Qui lo pagano tutti, anche quelli che poi denunciano”.
Stefano Lo Verso.
Stefano Lo Verso racconta la mafia a Ficarazzi, spiega gli affari, fa i nomi dei boss. Il meccanismo “soft” delle estorsioni: dai commercianti denaro sotto forma di prestito. Taglieggiamenti anche con forniture, noli e assunzioni imposte.
“Non è il prestanome dei Graviano”. Prosciolto l’imprenditore Giarrusso.
Filippo Giarrusso.
La decisione del giudice per le udienze preliminari del Tribunale, che ha accolto la richiesta anche dell’accusa. Il processo fu imperniato sul ritrovamento di 53mila euro nell’azienda. Scagionati anche i boss di Brancaccio.
Quelle cosche ai ferri corti e la faida evitata per caso.
Stefano Lo Verso.
Affari, pizzo e faide evitate ma non solo. Nel racconto di Stefano Lo Verso anche una galleria di personaggi: da Pino Scaudto, boss di vecchio stampo, a Onofrio Morreale, prepotente e aggressivo.
