Dopo le esequie show di Vittorio Casamonica, il Prefetto di Roma Gabrielli ammette: “Non abbiamo capito cosa stava succedendo, ci sono stati errori gravi”. Denunciato il pilota dell’elicottero. Vigili, polizia e giudici erano a conoscenza del corteo.
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Violenti, potenti e sentimentali ecco chi sono quelli del clan.
Casamonica.
Quella dei Casamonica è l’organizzazione criminale più radicata sul territorio laziale da almeno 40 anni. Le donne cariche di gioielli, gli uomini in smoking tra auto di lusso, musica e botte. Mai un’accusa per omicidio.
“Vittorio era il nostro Papa, un anno di lutto”.
Casamonica.
Nel regno dei Casamonica. A parlare è uno dei nipoti del boss Vittorio, il nipote Guerino Casamonica. “La cerimonia e i manifesti? Facciamo sempre così. Ci avete disonorato”.
Roma, fiunerale da boss. L’ira del Viminale. Marino: “Inaccettabile”.
Casamonica.
Scontro politico per le esequie show del boss Vittorio Casamonica, esponente dell’omonimo clan attivo a Roma sud. Carrozza con sei cavalli, gigantografie del boss ed elicottero che lancia petali di rose.
L’epopea dei nuovi Re di Roma da mozza orecchi e padrini con l’ambizione di farsi mafia.
Casamonica.
I Casamonica erano la ruota di scorta della Banda della Magliana ma sono sopravvissuti alle vecchi gang criminali, forti del legame di sangue, di un business in crescita e di un potere di intimidazione senza precedenti, conquistando le principale piazze di spaccio, usura, estorsione e prostituzione.
Sequestrato il tesoretto del capomafia di Bagheria.
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Il nuovo reggente del mandamento mafioso di Bagheria, Gino Di Salvo, era riuscito ad occultare un piccolo tesoretto: quattrocentomila euro in venti conti correnti bancari che i carabinieri del nucleo investigativo han-no individuato e sequestrato insieme ad un appartamento a Bagheria, alcuni lotti di terreno e quattro autovetture.
“Protezioni e viaggi all’estero ma lo prenderemo presto”.
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Teresa Principato, il procuratore aggiunto che insieme ai sostituti Paolo Guido e Carlo Marzella, guida la caccia alla primula rossa, ammette: «Anch’io, un anno e mezzo fa quando abbiamo arrestato sua sorella Patrizia mi sono detta: “Ormai è fatta, uscirà allo scoperto”. E invece mi sbagliavo. Aveva ragione il dichiarante Lorenzo Cimarosa che ci ha […]
Parchi eolici e fondi Ue, ecco gli affari dei fedelissimi.
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L’affare più importante per ‘u zu Vitu coffa, il vecchio capo-mafia Vito Gondola, fu la realizzazione del parco eolico “Vento di vino”, a Mazara. Ma non fu facile mettere ordine. Perché quell’affare faceva gola a tanti. Questo dicono le microspie del Ros e del Reparto operativo di Trapani.
“I pizzini arrivati in carrozza”. Così funzionava la rete creata da Messina Denaro.
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Sembrano usciti da un romanzo di Andrea Camilleri gli uomini che proteggevano la latitanza di Matteo Messina Denaro, il boss delle stragi che sembra imprendibile dal 1993. ‘U zu Vitu coffa, l’anziano capomafia di Mazara Vito Gondola, e il giovane imprenditore Michele Terranova, titolare di un caseificio molto apprezzato nel Trapanese.
Il sacerdote e una donna le nuove piste nella caccia all’ultimo boss imprendibile.
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Matteo c’è e non c’è. Vicino o lontano, a volte non si sente nemmeno il suo odore. Ancora un po’ e supera per latitanza anche Totò Riina, il capo dei capi di Corleone che ricercato e libero è rimasto per un quarto di secolo.
