Un altro colpo a Cosa nostra. Un pescivendolo dello Zen, Salvatore Giordano, racconta i segreti sul nuovo vertice della cosca di San Lorenzo, facendo scattare il fermo di nove persone. Gianni Nicchi siglò il patto con il clan Lo Piccolo. Trentenni i nuovi capi.
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Il libro mastro trovato in un cassonetto pagano tutti, dal costruttore al panellaro.
Il libro mastro trovato in un cassonetto pagano tutti, dal costruttore al panellaro.
Temendo l’arresto, il braccio destro del reggente di San Lorenzo, Antonino Pellingra, tentò di disfarsi del registro del racket. Dallo Zen alla città bene, i clan avevano solo una strategia: incassare e infilarsi nella proprietà di aziende insospettabili.
“Cuffaro protetto da Provenzano”. I pm all’atacco dell’ex presidente.
"Cuffaro protetto da Provenzano". I pm all'atacco dell'ex presidente.
Secondo l’accusa Totò Cuffaro aiutò i boss consapevolemente per questo deve rispondere di concorso esterno. La difesa, invece, sostiene che gli elementi a sua discolpa sono già nelle carete.
I colletti bianchi del gotha mafioso.
I colletti bianchi del gotha mafioso.
I padrini di Cosa nostra ormai in carcere da anni potevano contare su una squadra di stimati imprenditori per investire i propri tesori scampati alla scure di sequestri e confische. L’ingegnere Francesco Lena, il patron dell’azienda vinicola “Abbazia Santa Anastasia” di Castelbuono, avrebbe portato mafiosi del calibro di Lo Piccolo, Sbeglia e Madonia dentro il […]
Dal cemento ai vini di pregio i business controllati dai boss.
Dal cemento ai vini di pregio i business controllati dai boss.
I nuovi affari di Cosa nostra spaziavano dalla produzione di vini pregiati alle grandi ristrutturazioni immobiliari nel centro di Palermo. A gestire gli investimenti erano imprenditori davvero particolari. Nomi soliti insospettabili, ma qualcosa di più: il costruttore Vincenzo Rizzacasa, ad esempio, si vantava di essere un campione della legalità con le sue settanta e passa […]
Il fratello era il capomafia di Trabia confisca da 5 milioni ai due Rinella.
Il fratello era il capomafia di Trabia confisca da 5 milioni ai due Rinella.
La sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, sulla base delle indagini patrimoniali condotte dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale, ha confiscato beni del valore complessivo di circa 5 milioni di euro, riconducibili a Pietro e Diego Rinella, fratelli dei capo-mafia di Trabia, Salvatore, condannato all’ergastolo.
In carcere il re dei costruttori talpe e bancari al suo servizio.
In carcere il re dei costruttori talpe e bancari al suo servizio.
Pietro Di Vincenzo, che era già finito in manette nel 2002 per associazione mafiosa, accusa dalla quale è stato poi assolto in appello, ieri è tornato in carcere con le accuse di riciclaggio, estorsione, attribuzione fittizia di beni e ricettazione. È stato arrestato alle 6.30 di ieri mattina nei pressi della sua abitazione. Gli investigatori […]
Realizzò i megastore catanesi sigilli alla metà della Incoter.
Realizzò i megastore catanesi sigilli alla metà della Incoter.
Ieri, la metà della Incoter, quella ritenuta immediatamente riconducibile ai Basilotta è stata sequestrata dalla Dia che ha messo i sigilli anche a società, immobili, terreni, automezzi e conti correnti per30 milioni di euro dell’imprenditore ritenuto organico al clan Santapaola-Ercolano. Il sequestro dei beni è stato disposto dal tribunale su richiesta del procuratore Vincenzo D’Agata […]
Villa faraonica per i postini di Provenzano confiscata la residenza dei boss Eucaliptus.
Villa faraonica per i postini di Provenzano confiscata la residenza dei boss Eucaliptus.
Padre e figlio sono considerati capimafia di Bagheria e avrebbero curato i rapporto con l’ingegnere Aiello. Nicolò è stato condannato all’ergastolo, Salvatore a 4 anni e mezzo.
Racket, parlano altri quattro commercianti.
Racket, parlano altri quattro commercianti.
Hanno bussato alla porta dei carabinieri prima che arrivasse una convocazione in Procura. Due imprenditori non erano nel libro mastro. Nei giorni in cui l’operazione Eos sta facendo terra bruciata attrono agli uomini del racket, cominciano le ammissioni spontanee.
