Rivelazioni importanti quelle di Carmela Iuculano, secondo cui un capitano – la donna non ha mai saputo chi fosse l’investigatore infedele – favori’ la latitanza di Salvatore Rinella, catturato dopo dieci anni nel marzo del 2003.
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Le mani della mafia sullo Stretto i boss volevano costruire il ponte.
Le mani della mafia sullo Stretto i boss volevano costruire il ponte.
Anche i clan d’oltreoceano erano pronti ad investire i soldi ricavati da traffico di droga e riciclaggio sul grande affare del ponte sullo Stretto. A scoprirlo è stata la Dia di Roma che ha firmato cinque ordini di arresto. Ad un ingegnere insospettabile, Giuseppe Zappia, era demandata la ‘regia’ degli interessi mafiosi nella capitale romana.
‘Non basta indagare solo in Sicilia è a Roma il vero cuore dell’inchiesta’.
'Non basta indagare solo in Sicilia è a Roma il vero cuore dell'inchiesta'.
Un fiume di denaro pronto a tornare nell’isola dai forzieri americani di Cosa Nostra. Il procuratore capo di Messina Luigi Croce lancia l’allarme. ‘Fino a ieri ci siamo limitati al contorno della vicenda, ora dovremo arrivare al cuore. Quest’opera collegherà l’isola e la Calabria ma è nella capitale che bisogna seguirla da vicino’.
Aiello nella rete di Provenzano.
Aiello nella rete di Provenzano.
Al processo alle ‘Talpe’, i Pm depositano un verbale del pentito Giuffrè ed alcuni assegi segnalati all’Ufficio italiano cambi. Secondo ‘Manuzza’, Aiello era nelle mani di Episcopo e Tolentino, indicati da Siino come coloro che curavano la latitanza di Provenzano.
Assalto al regno dei Vitale bruciano le auto dei colonnelli.
Assalto al regno dei Vitale bruciano le auto dei colonnelli.
Tira brutta aria a Partinico. Bruciate le auto di Filippo Riccobono e Ottavio Lo Cricchio, detenuti in regime di 41-bis, in quanto luogotenenti della famiglia Vitale. Secondo gli inquirenti, il mandante degli attentati potrebbe essere Domenico Raccuglia, 40 anni, latitante da dieci, pronto a raccogliere il vuoto lasciato nel mandamento di Partinico.
Nell’Isola delle estorsioni nessuno denuncia il ‘pizzo’.
Nell'Isola delle estorsioni nessuno denuncia il 'pizzo'.
Secondo uno studio effettuato dalla Confcommercio regionale, i commercianti siciliani si affiderebbero sempre meno alle istituzioni per denunciare il racket e l’usura. Nel 2004, infatti, le denunce in Sicilia sono diminuite del 6,77% rispetto a un più 5,84 nel resto del Paese. Fallito per la seconda volta il telefono in Questura: solo una chiamata in […]
Postino di ‘Binnu’, amico dei politici.
Postino di 'Binnu', amico dei politici.
Si tratta dell’ultimo capitolo dell’inchiesta della Procura sui rapporti tra mafia e politica. Emanuele Lentini, commerciante, da diversi mesei era pedinato dai carabinieri del Ros che lo ritenevano un boss al servizio di Provenzano. Lentini portava bigliettini riservati e curava i rapporti con la politica.
Altri due arresti nel clan Provenzano.
Altri due arresti nel clan Provenzano.
Altri due fedelissimi di Bernardo Provenzano sono finiti in manette mentre stavano per fuggire. Si tratta di Stefano Lo Verso e Giuseppe Comparetto, descritti come ‘a completa disposizione del padrino’. Il blitz è scattato dopo le indicazioni di Mario Cusimano
Le ‘talpe’ entrano in aula.
Le 'talpe' entrano in aula.
Comincia oggi, davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo, la ‘prima’ del cosiddetto processo alle ‘talpe’. Tra i tredici imputati il Presidente della regione Totò Cuffaro e il ras della sanità Michele Aiello. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa, al concorso esterno, al favoreggiamento.
Suicida un fedelissimo di Provenzano.
Suicida un fedelissimo di Provenzano.
Dopoo il blitz della polizia che ha portato i carcere 50 fiancheggatori di Provenzano, Francesco Pastoia, braccio destro del boss dei boss, si è impiccato nella sua cella del carcere di Modena. Mario Cusimano, uomo d’onore della famiglia di Villabate ha deciso di pentirsi subito dopo l’arresto.
