La Procura di Palermo ha svelato il nuovo ritratto di Bernardo Provenzano, da tre anni tenuto segreto e ricostruito con l’aiuto del pentito Giuffrè. Il procuratore ha spiegato la decisione per evitare scambi di persona in cui sono incorsi alcuni cittadini. Intanto, scoppia anche l’ira dei carabinieri.
testata giornalistica: LA REPUBBLICA
Trovati gli appunti di Ciancimino.
Trovati gli appunti di Ciancimino.
L’inchiesta sul riciclaggio porta al sequestro di importanti documenti contenenti la verità dell’ex sindaco sulla trattativa fra Stato e mafia durante i mesi delle stragi del ’92. Intanto, il figlio di Vito Ciancimino è stato interrogato a lungo dai Pm e Padre Bucaro si è dimesso dal Centro Borsellino.
Camorra, preso il re degli scissionisti.
Camorra, preso il re degli scissionisti.
Si trovava all’interno del casinò di Barcellona. Quando è uscito, dopo aver perso seimila euro al blck-jack, è stato arrestato dai Ros e dalle teste di cuoio dell polizia spagnola. Si tratta di Raffaele Amato, detto ‘o spagnolo’, nemico numero uno del clan Di Lauro.
Avvocato sotto inchiesta per usura.
Avvocato sotto inchiesta per usura.
Perquisito dalla polizia lo studio di un civilista denunciato da un’imprenditrice. Dalla documentazione raccolta emergerebbero prestiti nei confronti anche di altri soggetti.
La verità del ‘signor microspia’.
La verità del 'signor microspia'.
E’ stato il turno del maresciallo Giorgio Riolo nel processo alle ‘Talpe’ che si sta celebrando a Palermo. Il militare ha parlato dei rapporti che lo portarono a rivelare informazioni riservate.
‘Cosi’ Aiello truffava l’Ausl’.
'Cosi' Aiello truffava l'Ausl'.
Giorgio Riolo per la prima volta siede sul banco degli imputati per il processo alle ‘talpe’ in Procura. L’ex militare, però, non saluta il suo amico Michele Aiello. L’unica parte originale dell’udienza è quella che riguarda la truffa sanitaria delle cliniche dlel’imprenditore di Bagheria.
Licata, la mafia imprenditrice.
Licata, la mafia imprenditrice.
Un blitz della squadra mobile di Licata porta all’arresto di otto persone, alcune delle quali già arrestate in passato per mafia ed omicidi, ma che erano riusciti sempre a farla franca per insufficienza di prove. La cosca gestiva tutti gli appalti pubblici, imponeva il pizzo, le maestranze, i mezzi e le relative forniture.
Un’altra talpa fra i carabinieri. ‘Aiutava il boss a scappare’.
Un'altra talpa fra i carabinieri. 'Aiutava il boss a scappare'.
Rivelazioni importanti quelle di Carmela Iuculano, secondo cui un capitano – la donna non ha mai saputo chi fosse l’investigatore infedele – favori’ la latitanza di Salvatore Rinella, catturato dopo dieci anni nel marzo del 2003.
Le mani della mafia sullo Stretto i boss volevano costruire il ponte.
Le mani della mafia sullo Stretto i boss volevano costruire il ponte.
Anche i clan d’oltreoceano erano pronti ad investire i soldi ricavati da traffico di droga e riciclaggio sul grande affare del ponte sullo Stretto. A scoprirlo è stata la Dia di Roma che ha firmato cinque ordini di arresto. Ad un ingegnere insospettabile, Giuseppe Zappia, era demandata la ‘regia’ degli interessi mafiosi nella capitale romana.
‘Non basta indagare solo in Sicilia è a Roma il vero cuore dell’inchiesta’.
'Non basta indagare solo in Sicilia è a Roma il vero cuore dell'inchiesta'.
Un fiume di denaro pronto a tornare nell’isola dai forzieri americani di Cosa Nostra. Il procuratore capo di Messina Luigi Croce lancia l’allarme. ‘Fino a ieri ci siamo limitati al contorno della vicenda, ora dovremo arrivare al cuore. Quest’opera collegherà l’isola e la Calabria ma è nella capitale che bisogna seguirla da vicino’.
