I provvedimenti hanno colpito quattro uomini considerati appartenenti a Cosa nostra e coinvolti nell’inchiesta antimafia “Iblis”. Il sequestro ha riguardato sei imprese, sette immobili e venti automezzi, per un valore di tre milioni di euro.
Dossier: Rassegna Stampa
Il pg: 10 anni e 8 mesi per Mercadante. “E’ vicino ai boss”.
Giovanni Mercadante.
Per l’ex deputato, prima arrestato, condannato e poi assolto in primo grado, il Pg, dopo l’annullamento della stessa sentenza di assoluzione, ha chiesto 10 anni e 8 mesi, perchè secondo l’accusa era legato a Bernardo Provenzano.
Mafia, condannato ex sindaco di Castrofilippo.
Salvatore Ippolito.
Salvatore Ippolito è stato ritenuto colpevole di concorso esterno. Secondo l’accusa, avrebbe amministrato al servizo della cosca locale il comune di Castrofilippo.
“Il Quirinale colpisce le istituzioni e con questa sentenza bizzarra la politica ha prevalso sul diritto”.
Ingroia.
“La sentenza della Corte – afferma Antonio Ingroia – è un brusco arretramento al principio di uguaglianza fra i poteri dello Stato. I magistrati hanno rispettato la legge”.
Il sollievo di Napolitano: tutelato il Quirinale.
Con la sentenza della Consulta si chiudono finalmente mesi di tensione e di gravi polemiche istituzionali tra il Quirinale e la Procura di Palermo. Ora attesa per le motivazioni.
Stato-mafia, sì al ricorso del Colle. “Le intercettazioni vanno distrutte”.
Napolitano, procura di Palermo.
Quattro ore di camera di consiglio per una decisione che dà ragione al Presidente Napolitano su tutta la linea. La difesa della Procura aveva sottolineato il carattere “fortuito” degli ascolti.
Condannati a ergastolo in libertà per decorrenza dei termini.
Diego e Ignazio Agrò.
I fratelli Diego e Ignazio Agrò, accusati di omicidio di mafia, erano in carcere dal 2007. La Cassazione ha annullato la sentenza disponendo un nuovo processo.
Sequestrati a Nesima 3 kg di “erba”.
Arrestato un “grossisita” di marijuana. Si tratta di Santo Oreste D’Arrigo. Gli invetsigatori lo tenevano d’occhio da tempo.
Quelle telefonate con Mancino tra sospetti e intercettazioni.
Nicola Mancino.
Il timore dell’ex capo del Viminale di essere coinvolto nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Il tentativo di scavalcare il procuratore Grasso e l’intervento sulla Cassazione.
Sequestro beni per mezzo milione.
Destinatario del provvedimento un uomo ritenuto vicino al nipote di Piddu Madonia, l’agente di commercio Gaetano Giacomo Ursino, che si trova in stato di libertà.
