La Corte Suprrma ha restituito i beni all’imprednitore Antonino Vallone, condannato per aver favorito i Graviano. I rapporti tra l’imprenditore e quest’ultimi non sono mai stati negati, ma non c’è prova che le attività fossero state finanziate dalla mafia.
Dossier: Rassegna Stampa
“Bellu Lavuru”, la Cassazione annulla e rinvia.
“Bellu Lavuru”.
L’operazione “Bellu Lavuru” era stata portata a termine nel mese di giugno 2008, dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria. Le indagini, in seguito sfociate nell’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, aveva registrato l’arresto di una trentina di persone.
Beni sequestrati al suocero e alla moglie.
Angelo Santapaola.
Aggredito il patrimonio di Angelo Santapaola, morto carbonizato nel 2007. I beni sequestrati hanno un valore di un milione e 500 mila euro.
Brusca: non una ma più trattative con lo Stato.
Brusca.
Quando iniziò la trattativa Stato-mafia, tra i soggetti che avevano mostrato interesse a dialogare con Cosa nostra, oltre all’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, c’erano anche il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e il leader della Lega Umberto Bossi. È quanto ha riferito il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca.
Otto kg di cocaina e tanto pepe nero per ingannare i cani.
La sostanza stupefacente era custodita nel garage dell’uomo insieme a del pepe nero: un accorgimento, secondo gli investigatori, che avrebbe dovuto ingannare il fiuto dei cani antidroga. Si ipotizza che la droga sia costata all’ingrosso complessivamente 450 mila euro e che sulla piazza, dopo i tagli, avrebbe triplicato questo valore.
Sequestrati beni per 3,5 mln alle cosche Gallico-Alvaro.
Gallico-Alvaro.
È il bilancio dell’operazione messa a segno nella mattinata di ieri dai militari del Gico del Nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, in collaborazione con i colleghi dello Scico (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata) di Roma, in esecuzione del provvedimento di sequestro emesso dal tribunale di Reggio. Ancora una volta, […]
Contrada, lo stopo della Cassazione: “Non ci sono prove per riaprire il caso”.
Bruno Contrada.
Respinta la richiesta dell’ex numero due del Sisde, condannato a dieci anni per aver favorito Cosa Nostra. Contrada non era presente per motivi di salute.
Lo Giudice: «Ero il postino del Supremo».
Lo Giudice.
Il collaboratore di giustizia ricostruisce in aula, nel processo alla cosca di famiglia, il suo ruolo al servizio del boss Pasquale Condello. I particolari della missione di Maurizio Cortese in Libano per l’acquisto di una partita di armi da guerra.
Severa condanna inflitta al boss Giuseppe Falsone.
Giuseppe Falsone.
Il processo è scaturito dall’operazione antimafia «Maginot» del luglio 2011. La pena più pesante è stata inflitta proprio al boss, condannato a 18 anni di reclusione (l’accusa ne aveva chiesti 20).
Giuffrè e la nuova indagine su via D’Amelio. “Vito Ciancimino mediatore boss-Stato”.
Giuffrè, Ciancimino.
Il pentito è stato sentito dal gip di Caltanissetta durante l’incidente prpbatorio contro gli esecutori della strage. Secondo Giuffrè, Ciancimino doveva “saggiare” la disponibilità dello Stato a scendere a patti con la mafia.
