Annullata la decisione che aveva portato in carcere Alessandro Sansone. L’accusa, infatti, non ha retto al vaglio del Tribunale del Riesame.
Dossier: Rassegna Stampa
Pena prescritta, può tornare in Italia. Superlatitante ora è un uomo libero.
Vito Badalamenti.
Vito Badalamenti era latitante dal 1995 ed era inserito nelal lista dei dieci ricercati più pericolosi. La condanna non è stata eseguita ed è dichiarata estinta.
Spaccio a Mangialupi. “Confermate le pene”.
La richiesta è stata del procuratore generale Scaramuzza, in relazione all’operazione “Wolf”, che ha smantellato una rete dello spaccio al rione. Mangialupi.
“Il mio amico rivuole i soldi: paga”.
Vittorio Puglisi era stato scarcerato lo scorso gennaio. Ma per fare un “favore” ad un amico, che strozzava un artigiano,ha cercato di comnvincere quest’ultimo a restituirgli i soldi. Ma all’apuntamento ha trovato anche le manette.
Il gip decide: “Lombardo imputato”.
Lombardo.
“Va chiesto il processo”. Il Presidente: “Se rinviato a giudizio mi dimetto”. Stessa richiesta per il fratello Angelo.
Mafia, le condanne al processo Vivaio. I primi arresti con le solite polemiche.
Processo Vivaio.
Eseguite tre ordinanze di custodia dopo la sentenza del processo Vivaio. In carcere Sebastiano Giambò, Nicola Aldo Munafò e Michele Rotella.
Spaccio e truffe tra Licata e Catania. Scatta un maxi-blitz con 52 arresti.
Secondo l’accusa, l’organizzazione comprava e spacciava droga anche nei locali notturni di Taormina. Sequestrato un bar.
Sequestrati beni a Palmi, Reggio e Rosarno.
Beni per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro sono stati sequestrati o confiscati nel corso di tre distinte operazioni, coordinate dalla Questura di Reggio Calabria.
“Falcone venduto alal mafia”. Un unico filo lega le stragi.
Stragi.
Sentiti dalal commissione parlamentare il procuratore Sergio Lari e il sostituto Nicolò Marino. Le lettere del “corvo”, il tradimento dei colleghi, i numerosi depistagii.
Mafia, il gip accoglie la richiesta: Romano processato col rito abbreviato.
Saverio Romano.
L’ex ministro accusato di concorso esterno ottiene anche le udienze a porte aperte. Il 13 luglio toccherà all’accusa ricostruire i rapporti tra Romano e i clan. I difensori: “I pentiti ripetono notizie apprese leggendo i giornali”.
