I voti del boss sanguinario pagati in contanti.

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Politica e `ndrangheta. Soldi e voti. Come nella peggiore tradizio¬ne calabrese. Tonino “il diavolo” — al secolo Antonio Forastefano, 41 anni, boss indiscusso dell’omonimo clan sibarita — ha raccontato ai giudici di Castrovillari come s’accordò con l’ex consigliere regionale dell’Udeur, Franco Larupa, e con l’ex consigliere provinciale del centrosinistra Luigi Garofalo, per ottenere una busta […]

A causa dell’azzardo, famiglie vittime dell’usura.

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«Sempre più famiglie sono compromesse dall’usura a causa di un loro congiunto che le ha gettate in miseria per irrefrenabili abitudini di gioco d’azzardo», denuncia monsignor Alberto D’Urso, segretario della Consulta Nazionale Antiusura, che spiega come le persone coinvolte siano più di quanto si possa calcolare perché a venire allo scoperto sono in pochi.

«Sì, è stato lui a chiedermi il denaro». Commerciante inchioda l’estorsore.

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La domanda fatidica arriva dopo pochi minuti dall’inizio della deposizione. «Riconosce in quest’aula la persona che le fece pagare le estorsioni?», chiede il pm Francesco Del Bene. Giovanni Pizzo si gira di poco alla propria sinistra, guarda verso il banco degli imputati: «Sì, è questo signore qui», dice indicando Pietro Pilo. Che incassa in silenzio, […]

La condanna ora è diventata definitiva. Fiancheggiatori di Provenzano in cella.

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La quinta sezione della Cassazione conferma le condanne dei fiancheggiatori di Bernardo Provenzano e loro si fanno riarrestare senza problemi: se otterranno i benefici della «liberazione anticipata» usciranno presto dal carcere, ma per adesso i «residui pena» di Gioacchino Badagliacca, Giampiero Pitarresi, Vincenzo Paparopoli e Vincenzo Alfano vanno da un anno e mezzo a quasi […]

Le vittime denunciano il racket. Una condanna per tentata estorsione.

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Per averlo riconosciuto e denunciato come l’ estorsore che gli avrebbe chiesto «i soldi per i carcerati», cioè il pizzo, Domenico Davì, titolare del supermercato «Sisa» di via Pindemonte, oltre all’attak nelle serrature e alle minacce, aveva ricevuto anche una bottiglia molotov. Ma il suo coraggio, l’aver rifiutato di piegarsi a Cosa nostra – ora […]

La soldatessa insospettabile che scortava i boss di Gomorra.

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Soldatessa in servizio al 235° reggimento Piceno di Ascoli. Ma anche giovane donna agli ordini della camorra dei Casalesi. Dei latitanti. Volontaria in ferma prolungata nell’Esercito italiano. Con un passato di vivandiera di chi si nascondeva alla giustizia, addetta al lavaggio e alla stiratura della biancheria dei boss, autista per il clan.