Ex direttore sanitario dell’ospedale Ingrassia ed ex primario di Medicina interna al Civico, Vincenzo Di Noto, il medico arrestato nell’operazione che ha portato alla cattura di Benedetto Sapera, aveva curato anche Brusca. Nel ’92 il pentito Gioacchino Pennino confessò ai magistrati che, dopo l’uccisione di suo fratello Franco durante la guerra di mafia degli anni […]
Dossier: Rassegna Stampa
Agguato a Licordari, due condanne.
Agguato a Licordari, due condanne.
Un’altra condanna per Michelangelo Alfano, l’imprenditore di Bagheria che, all’epoca in cui reggeva le sorti dell’Acr Messina, strinse amicizie con personaggi di primo piano della malavita messinese. Cinque gli anni inflittigli per essere stato il mandante dell’agguato a Mino Licordari. Stessa pena per Carmelo Calafiore, uno degli esecutori materiali del ferimento.
Clan Giuliano, altra retata.
Clan Giuliano, altra retata.
Colpo di carabinieri e Dda agli uomini di Forcella. Il gip Isabella Iaselli ha chiesto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 15 persone. Scoperti gli omicidi della cosca commessi negli anni ’90.
Imprenditore denuncia, usurai in cella.
Imprenditore denuncia, usurai in cella.
Coraggiosa denuncia di un imprenditore che si rivolge a Sos Impresa, collabora con gli inquirenti ed inchioda i suoi strozzini. L’interesse praticato era del 10% mensile. In manette tre uomini, tra cui un pregiudicato, presunto capozona alla ‘Torretta’. Per la prima volta scatta anche l’accusa di camorra.
Sequestrati terreni a un ‘fedelissimo’ di Provenzano.
Sequestrati terreni a un 'fedelissimo' di Provenzano.
Il provvedimento della Dda nissena è stato preso nei confronti di Giuseppe Palazzolo di San Cataldo. L’uomo, pensionato e agricoltore, ma probabilmente anche prestanome di Bernardo Provenzano, è sfuggito alla cattura nell’ambito dell’inchiesta ‘Libia’ che, l’altro ieri, ha portato all’arresto di sei fedelissimi del boss corleonese.
Dodici richieste di giudizio per estorsione.
Dodici richieste di giudizio per estorsione.
Completata l’inchiesta sulle estorsioni compiute agli inizi degli anni ’90 alle imprese Di Penta e Cepa, appaltatrici dei lavori al nuovo stadio San Filippo. Le richieste di giudizio (12), riguardano i vertici della malavita messinese in quegli anni.
Il latitante era diventato uomo d’affari in Lombardia.
Il latitante era diventato uomo d'affari in Lombardia.
Di Antonino Pricopo, 27 anni, si erano perse le tracce dopo l’operazione ‘Bufera’ nel marzo 2000 che lo vedeva indagato per associazione per delinquere finalizzata al commercio di stupefacenti. I poliziotti lo hanno rintracciato in Lombardia dove gestiva un’attività commerciale.
L’organizzazione prendeva ordini da una donna.
L'organizzazione prendeva ordini da una donna.
Stroncato un grosso traffico di droga che veniva gestito da componenti e affiliati al temibile clan dei Carone. Gli stupefacenti partivano da Tropea per essere smistati in diversi centri della regione. Dal carcere venivano date disposizioni per l’acquisto delle partite di ‘roba’.
Vitale junior è latitante. L’appello del padre boss: consegnati.
Vitale junior è latitante. L'appello del padre boss: consegnati.
Giovanni Vitale, 18 anni, è sparito dopo che la Cassazione ha reso definitiva la condanna a quattro anni e mezzo per mafia. Dal carcere il genitore chiede clemenza: ‘Venga affidato ai servizi sociali’.
Siino. ‘Musotto? Inaffidabile, per i boss era amico dei giudici’.
Siino. 'Musotto? Inaffidabile, per i boss era amico dei giudici'.
Punto a favore per la difesa al processo Musotto. Angelo Siino ha dichiata che i mafiosi cosiderano Musotto uno sbirro. Invece il padre, sempre secondo l’ex ‘ministro’ dei lavori pubblici di Cosa nostra, era avvicinabile.
