L’ultimo grande latitante di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro, può contare ancora su complici eccellenti: l’imprenditore Salvatore Angelo e il consigliere provinciale Pdl di Trapani Santo Sacco sarebbero diventati gli ambasciatori del padrino nel grande business dell’eolico. Lo rivela l’ultima indagine dei carabinieri, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
località: Palermo
Messicati Vitale catturato a Bali il boss viveva in un resort.
Antonio Messicati Vitale
Il giovane capomafia di Misilmeri, latitante da aprile, era andato a letto da poco, dopo l’ennesima festa nella discoteca del “Puri Puri Kecil hotel” di Kuta,rinomata località turistica dell’isola di Bali. Antonino MessicatiVitale, 40 anni, è stato arrestato poco prima dell’alba, nel residence dell’albergo di lusso, dai poliziotti indonesiani e dai colleghi dell’Interpol. L’indicazione fornita […]
“Non è l’erede del boss Altofonte”. Imprenditore assolto in Appello.
Andrea Di Matteo.
Andrea DI Matteo era stato condannato a otto anni, due li ha trascorsi in carcere. Ad incastrarlo era stata una telecamera che lo riprendeva mentre portava moglie e figli dal latitante Mimmo Raccuglia. In realtà quell’uomo non era lui.
Condannato per usura, poi assolto. La Cassazione si rifaccia il processo.
Francesco Gatto.
L’assoluzione giunta dopo una condanna a sette anni non ha convinto i giudici della Suprema Corte, che hanno accolto i ricorso dei legali di parte civile. Adesso Francesco Gatto andrà incontro ad un nuovo processo.
La Procura sfida la Corte. “Telefonate da conservare almeno per un altro mese”.
Procura di Palermo, Colle.
In seguito alla sentenza della Consulta sul conflitto di attribuzioni aperto tra il Colle e la Procura di Palermo, rischia di aprirsi un nuovo braccio di ferro con la Presidenza della Repubblica sui tempi della procedura per la distruzione dei file relativi alle telefonate,
Il pg: 10 anni e 8 mesi per Mercadante. “E’ vicino ai boss”.
Giovanni Mercadante.
Per l’ex deputato, prima arrestato, condannato e poi assolto in primo grado, il Pg, dopo l’annullamento della stessa sentenza di assoluzione, ha chiesto 10 anni e 8 mesi, perchè secondo l’accusa era legato a Bernardo Provenzano.
Sì al ricorso del capo dello Stato.
Napolitano, Mancino.
Per la Corte Costituzionale, la Procura di Palermo non doveva valutare quelle conversazioni. Accolta la tesi del Presidente Napolitano: le intercettazioni delle telefonate con Mancino vanno distrutte.
“Il Quirinale colpisce le istituzioni e con questa sentenza bizzarra la politica ha prevalso sul diritto”.
Ingroia.
“La sentenza della Corte – afferma Antonio Ingroia – è un brusco arretramento al principio di uguaglianza fra i poteri dello Stato. I magistrati hanno rispettato la legge”.
Il boss Cattafi racconta: “Mi dissero di contattare Santapaola per lo Stato”.
Cattafi, Di Maggio.
Depone l’avvocato Cattafi, in cella per mafia, che avrebbe avuto “l’incarico” da Francesco Di Maggio, all’epoca vicecapo dell’amministrazione penitenziaria, di prendere contatti con un boss catanese per far cessare le stragi.
“Di Maggio cercò Santapaola per fermare le stragi di mafia”.
Cattafi, Di Maggio.
La deposizione a Palermo dell’avvocato-boss di Barcellona Pozzo di Gotto, Rosario Pio Cattafi. “il n.2 del Dap mi chiese un contatto col capomafia catanese”.
