All’indomani dell’incendio che distrusse il suo e almeno altri quattro capannoni, ammise candidamente di avere pagato il pizzo sotto forma di assunzioni, sconti o provvigioni. «Ho deciso di trovare una via di mezzo», disse Natale Spinnato, titolare della Spinnato Forni di Palermo, scatenando polemiche e reazioni forti soprattutto da parte di Confindustria.
località: Palermo
“Pizzo del 2 per cento sulla verdura”. Pentito svela le estorsioni al market.
Onofrio Prestigiacomo,racket,Operazione "Perseo"
Sulla verdura c’era un pizzo del due per cento, che veniva pa¬gato a Pino Scaduto o a Sandro Capizzi. Cosa nostra non butta via niente. Lo racconta il nuovo pentito di Bagheria Onofrio Prestigiacorno, che riferisce al pm Marzia Sabella, in un verbale depositato al processo Perseo, lo sfogo di Carmelo Lucchese, titolare di supermercati […]
Confiscati i beni al ristoratore amico del boss.
Puietro Salsiera,Nino Rotolo
La Sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo ha disposto la confisca di beni per un valore di 515 mila euro, che sono riconducibili a Pietro Salsiera, 53 anni, imprenditore palermitano che opera nel settore della ristorazione. Nel 2007, Salsiera era finito in carcere con l’accusa di associazione mafiosa.
Pizzo sui terreni del megastore, quattro in cella.
Centro comnmerciale,clan Lo Piccolo,pizzo
Il boss Salvatore Lo Piccolo pretendeva tre miliardi delle vecchie lire come pizzo sulla vendita del terreno di contrada Ciachea, dove poi è sorto il centro commerciale Poseidon di Carini. Alla fine, i mafiosi di Tommaso Natale si accordarono per 130 mila euro. Furono pagati tre anni fa dal venditore del terreno, Guido Calefati di […]
Il re delle granite nel mirino del racket.
Racket,attak,Nino Matranga
Nino Matranga, il ristoratore che ha coniato il nome delle gra¬nite “cremolose” è di nuovo nel mirino del racket. Ha trovato la colla attak nelle serrature della nuova enoteca che inaugurerà la prossima settimana. Lunedì scorso il primo episodio, ieri il secondo lucchetto imbrattato è stato consegnato alla polizia.
Pena ridotta all’estorsore di Ceraulo in appello cade l’accusa di mafia.
Operazione "Old Bridge"
Pene ridotte per un presunto estorsore e per un altro imputato, che rispondeva di corruzione nei confronti di un finanziere. Confermata invece la condanna per il figlio di un boss, Salvatore Adelfio. Si è concluso così, ieri pomeriggio, il processo “Old Bridge” alla quarta sezione della Corte d’appello di Palermo.
Ergastolo a Riina e Provenzano.
Strage di viale Lazio.
Confermato il verdetto di primo grado per la strage di Viale Lazio, uno tra i più sanguinosi capitoli della guerra di mafia degli anni ’60.
C’è il racket dietro il rogo di Brancaccio. Colla ai lucchetti e poi hano dato fuoco.
In azione un commando di più persone. In meno di trenta minuti hanno scatenato l’inferno. Le fiamme sono partite dal deposito della “Costanzo”, poi si sono estese ad altri capannoni. Sette le aziende in ginocchio.
“Favorirono il boss”. L’appello dimezza la pena a due coniugi.
Domenico Raccuglia.
Pena ridotta per i due presunti fiancheggiatori di Domenico Raccuglia, Benedetto Calamusa e Caterina Soresi. Erano accusati di favoreggiamento aggravato. Confermati dodici anni a Domenico Raccuglia per detenzione di armi.
“La società Aedilia è pulita”. Restituita al costruttore Corso.
Salvatore Corso.
Il suo patrimonio considerato adesso dai giudici di origine lecita. Salvatore , però rimane condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
