Confermato il verdetto di primo grado per la strage di Viale Lazio, uno tra i più sanguinosi capitoli della guerra di mafia degli anni ’60.
località: Palermo
C’è il racket dietro il rogo di Brancaccio. Colla ai lucchetti e poi hano dato fuoco.
In azione un commando di più persone. In meno di trenta minuti hanno scatenato l’inferno. Le fiamme sono partite dal deposito della “Costanzo”, poi si sono estese ad altri capannoni. Sette le aziende in ginocchio.
“Favorirono il boss”. L’appello dimezza la pena a due coniugi.
Domenico Raccuglia.
Pena ridotta per i due presunti fiancheggiatori di Domenico Raccuglia, Benedetto Calamusa e Caterina Soresi. Erano accusati di favoreggiamento aggravato. Confermati dodici anni a Domenico Raccuglia per detenzione di armi.
“La società Aedilia è pulita”. Restituita al costruttore Corso.
Salvatore Corso.
Il suo patrimonio considerato adesso dai giudici di origine lecita. Salvatore , però rimane condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
Confessa il bancario in carcere: «Ho favorito il boss, ma per paura».
Igor Mazzola,Giovanni Vassallo
Ammette di avere fatto favo¬ri al costruttore mafioso, di averlo consigliato su come eludere le indagini, di avergli permesso operazioni sospette. Ma tutto questo lo avrebbe fatto per paura, perchè sapeva con chi aveva da fare e voleva evitare ritorsioni. Igor Mazzola, dirigente di Banca Intesa, confessa i suoi rapporti con l’imprenditore Giovanni Vassallo, in […]
Il direttore di banca amico dei boss.
Igor Mazzola
I mafiosi chiamavano il direttore di Banca Intesa per nome, e soprattutto non facevano mai la fila per gestire al meglio i loro conti. «Il responsabile dell’agenzia di corso Calatafimi, Igor Mazzola, era sempre disponibile», ha accusato il pentito Angelo Casano. E dopo di lui sono arrivate anche le dichiarazioni di altri due collaboratori, Giuseppe […]
“Con la mafia non ci fu alcuna trattativa”.
Processo Mori,trattativa
È Vito Calogero Ciancimino, il defunto ex sindaco mafioso di Palermo, il convitato di pietra del processo che vede imputati, per favoreggiamento ag-gravato di Cosa nostra, il generale Mario Mori, ex vicecomandante del Ros, e il colonnello Mauro Obinu. Perché si finisce, in un modo o nell’altro, di parlare lui.
Lo stabilimento balneare del boss. Sequestro al reggente di Ficarazzi.
Giovanni Trapani,clan Ficarazzi
Nuovo sequestro al boss senza un soldo. Per lo Stato Giovanni Trapani, 55 anni, ritenuto il capomafia di Ficarazzi era nullatenente tanto che gli era stata riconosciuta un’indennità di disoccupazione di 700 euro al mese. Invece, sostiene l’accusa, era il padrone occulto di un piccolo impero immobiliare tra Palermo e Agrigento.
«Prestanome del boss di Termini». Scattano tre condanne in tribunale.
Giuseppe Libreri,clan Termini Imerese
Un’altra condanna per Giuseppe Libreri, 62 anni, originario di Caccamo ma considerato il capomafia di Termini Imerese e un tempo, nel mandamento, secondo solo al suo amico (oggi pentito) Nino Giuffrè: ieri l’ex meccanico, il fratello Rosario e un altro presunto prestanome, Daniele Speciale, sono stati condannati a 4 anni, con l’accusa di intestazione fittizia […]
“Riina è ancora il capo di Cosa nostra”.
Processo De Mauro
Il sorriso del vecchio padrino di Corleone rimbalza nei tre televisori della corte d’assise mentre il pubblico ministero Antonio Ingroia dice: «Oggi come allora si guarda a Salvatore Riina come un capo, ieri più giovane, oggi più anziano, ma pur sempre oggi riconosciuto come capo assoluto di Cosa nostra». È l’inizio della requisitoria per l’omicidio […]
