L’indagine sui fiancheggiatori, in seguito all’operazione che portato in carcere Gianni Nicchi, svela che il boss aveva esteso la sue sfera di influenza. E’ stato accertato, infatti, che Nicchi oltre a regnare su almeno tre mandamenti,da qualche tempo controllava anche San Lorenzo, il regno dei Lo Piccolo.
località: Palermo
Autisti, vivandieri, consiglieri: identificati i complici del boss.
Autisti, vivandieri, consiglieri: identificati i complici del boss.
Sette fiancheggiatori sarebbero stati individuati, compreso il ruolo occupato nei mandamenti di appartenenza. Intanto, il gip decide se convalidare il fermo dei due incensurati presi con Gianni Nicchi nel covo di Via Juvara.
Le cosche senza più un vertice. Messineo: “Sono allo sbando”.
Le cosche senza più un vertice. Messineo: "Sono allo sbando".
Secondo il procuratore di Palermo, le azioni contro Cosa nostra hanno destabilizzato un sistema. Per il questore Marangoni, è un momento di transizione e si rischia una guerra tra clan.
Ora è caccia ai complici di Nicchi. Nel computer i segreti del racket.
Ora è caccia ai complici di Nicchi. Nel computer i segreti del racket.
Indagini sui fiancheggiatori del latitante: venderì notte un giovane è andato a prenderlo in moto. La polizia ha iniziato ad analizzare le tracce trovate anche sui telefonini trovati nel covo.
La notte al pub prima del blitz così è scattata la trappola finale.
La notte al pub prima del blitz così è scattata la trappola finale.
Grosso colpo della Catturandi di Palermo che ha tratto in arresto Gianni Nicchi. Il giovane boss è stato bloccato nel suo appartamento dopo una serie di appostamenti e pedinamenti. Insieme a lui sono finiti in manette per favoreggiamento Giusi Amato e Alessandro Lo Presti.
‘Niente sconti per Ciancimino jr’.
'Niente sconti per Ciancimino jr'.
Il pg chiede la conferma delle condanne per Massimo Ciancimino e egli altri coimputati nel processo per riclaggio. Il figlio dell’ex sindaco attacca i magistrati che indagarono sul patrimnonio.
Tagli alle spese e all’assistenza. Anche le cosche sentono la crisi
Tagli alle spese e all'assistenza. Anche le cosche sentono la crisi
Un mandamento allo sbando, in piena crisi finanziaria, costretto a contenere le spese e a rivedere anche il contributo mensile alle famiglie dei carcerati. E poi le liti, le mogli che chiedono sempre più soldi: non era proprio una situazione florida, quella fotografata dagli investigatori tra il 2005 e il 2006 nel territorio di Bagheria.
Da postino a tesoriere di Binnu la carriera del ‘manager’ Castello.
Da postino a tesoriere di Binnu la carriera del 'manager' Castello.
Personaggio di primissimo piano, Simone Castello, nella mafia di Bagheria. Di lui Bernardo Provenzano si fidava ciecamente. E con il superlatitante corleonese, per conto del quale andò a imbucare la lettera di nomina a un avvocato da Reggio Calabria, Castello aveva — scrivono i magistrati — un ‘rapporto fiduciario, personale e diretto’.
‘Così Graviano minaccia nuove rivelazioni’.
'Così Graviano minaccia nuove rivelazioni'.
Alfonso Sabella, l’ex pm che a Palermo coordinò le indagini su boss come Brusca e Bagarella, legge i messaggi dei padrini pentiti. Secondo il magistrato è come se Cosa nostra volesse aprire un’altra via alle vendette.
Niente ‘sconto’ per l’avvocato pentito.
Niente 'sconto' per l'avvocato pentito.
Nessuno sconto per l’avvocato Marcello Trapani, il legale dei boss Lo Piccolo, che da un anno è ormai collaboratore di giustizia. Anzi, per lui è arrivata una condanna più alta di quella chiesta dalla Procura: il gup Angelo Pellino gli ha inflitto quattro anni, 10 mesi e 10 giorni, per il reato di associazione mafiosa.
