Nel processo contro il racket al Borgo quattro imprenditori su quattro hanno ammesso di essere taglieggiati. La pena più alta a Vittorio Mangano, l’ex stalliere di Arcore e capo mandamento di Porta Nuova. Dieci anni e sei mesi sono stati inflitti a Michele Siragusa, considerato il cassiere della cosca del Borgo Vecchio, mentre Filippo Bisconti, […]
località: Palermo
Ruspe a Pizzo Sella, giù gli “scheletri”.
Ruspe a Pizzo Sella, giù gli "scheletri".
Il Comune di Palermo rilancia il piano di demolizione inziato sette mesi fa sulla collina di Mondello. E uno degli “ecomostri” segnalati da legambiente. Saranno abbattute quarantacinque costruzioni mai finite e già tolte ai costruttori. L’inchiesta su Pizzo Sella ha avuto la svolta nel 97 col maxi sequestro di 170 ville. Attualmente 17 persone sono […]
Mafia, il finanziere arrestato si difende:”Tutto falso, mi accusano per vendetta”
Mafia, il finanziere arrestato si difende:"Tutto falso, mi accusano per vendetta"
Il finanziere Di Novi ha ammesso un solo incontro conda non legato alle indagini con alcuni mafiosi di Brancaccio per una vicenda che riguardava una pistola sparita. nell’interrogatorio Di Novi ha tirato in ballo i suoi ex superiori
Finanziere in manette “Era in mano ai boss”
Finanziere in manette "Era in mano ai boss"
Un collaboratore di giustizia, Pietro Garofalo, accusa, quattro altri pentiti confermano. Ugo Di Novi,che è stato pesantemete accusato di essere colluso con i boss di Cosa nostra, è stato arrestato. In manette è anche finito Pietro Gargano di Bagheria. Una denuncia a piede libero è scattata anche per un carabiniere, pure lui accusato di intrattenere […]
“Un avvocato complice dei boss” Chiesto il processo per bancarotta
"Un avvocato complice dei boss" Chiesto il processo per bancarotta
Secondo i pm di Palermo il civilista Carmelo Lo Cascio collaborò con i tre fratelli Graviano nella sottrazione di 8 miliardi dal patrimonio di un villaggio di Buonfornello. L’avvocato si difende:”sono una vittima, ho prestato solo la mia attività professionale”.
Un telefonino rubato all’ucciso svela i piani mafiosi: 17 arresti
Un telefonino rubato all'ucciso svela i piani mafiosi: 17 arresti
Grazie ad un cellulare che fu sottratto a Giuseppe Spadafora, assassinato nel gennaio scorso, che il killer continuò ad usare,e alle intercettazioni telefoniche, è stata fatta luce su un clan di San Giuseppe Jato che si contrapponeva a Bernardo Provenzano. Presi in dodici, cinque già in cella, uno è latitante.
“Con un omicidio la sfida al superboss”. La ritorsione al medico che non pagava.
"Con un omicidio la sfida al superboss". La ritorsione al medico che non pagava.
L’omicidio di Giuseppe Spatafora, amministratore delegato della “Edilgamma”, impresa di fatto gestita da due nipoti di Provenzano, rappresenta una sfida alla “Primula rossa”, il quale sa, che, per restare libero, deve lasciar correre. L’indagine ha consentito di fare luce sulla rapina messa a segno nella villa dell’urologo palermitano Francesco Paolo Rizzo, taglieggiato dalla cosca di […]
L’omicidio del giornalista Francese. Sotto processo i boss della Cupola.
L'omicidio del giornalista Francese. Sotto processo i boss della Cupola.
Il gup ha accolto la richiesta della procura palermitana rinviando a giudizio i boss della Cupola mafiosa, tra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano e Bernardo Brusca. La prima udienza nel maggio prossimo. Il Giornale di Sicilia e l’ordine annunciano la costituzione di parte civile.
Enzo Lo Sicco in aula: ‘Mio zio era amico dei boss’
Enzo Lo Sicco in aula: 'Mio zio era amico dei boss'
Si sono ritrovati in aula zio e nipote con Innocenzo teste d’accusa contro lo zio. Quest’ultimo è Pietro Lo Sicco, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, il nipote è Innocenzo, adesso collaboratore di giustizia dopo la decisione di non sottostare più alle regole del clan Graviano.
Processo al clan di Porta Nuova. Tre condanne e un’assoluzione.
Processo al clan di Porta Nuova. Tre condanne e un'assoluzione.
Con tre condanne ed un’assoluzione si è chiuso il processo di primo grado contro quattro presunti appartanenti alla cosca mafiosa di Porta Nuova. Sei anni all’imprenditore Luigi Faldetta, ritenuto il prestanome di Pippo Calò, che grazie ad alcune società, avrebbe incrementato il proprio patrimonio. Confermata parte del sequestro dei beni.
