Le condizioni di salute del boss Matteo Messina Denaro, detenuto al 41 bis nel supercarcere de l’Aquila, si sono aggravate. E i suoi legali sono pronti a presentare una istanza di ricovero in ospedale.L’ex latitante, affetto da un tumore, è dal giorno dell’arresto – il 16 gennaio scorso – in cura all’interno del penitenziario abruzzese […]
tematica: Operazioni Antimafia
La beffa del boss. “Criminale onesto non un mafioso. Mai fatto stragi”
«Io non faccio parte di niente, io sono me stesso — esordisce — Mi definisco un criminale onesto». Nel suo primo interrogatorio, Matteo Messina Denaro parla da capomafia ancora in carica. «Io non sono uomo d’onore — mette a verbale — mi ci sento». Nega e rilancia. «Io non sono un santo — è l’unica […]
«Non mi pento, accuse infondate». Messina Denaro alza un muro
Nega di aver fatto parte di Cosa nostra, respinge le accuse di stragi e omicidi, specie quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito rapito, strangolato e sciolto nell’acido dopo 25 mesi di prigionia, smentisce di aver mai trafficato in droga («ero benestante, mio padre faceva il mercante d’arte»),sostiene che la sua latitanza […]
Mafia, operazione Game Over a Foggia: 82 arresti. L’accordo fra i clan per spacciare 50mila dosi di cocaina al mese
Un’organizzazione criminale che metteva d’accordo varie batterie della Società foggiana, per spacciare circa 50mila dosi di cocaina al mese nel solo capoluogo dauno, con margini di profitti di almeno 200mila euro in trenta giorni. Gli affari d’oro dei signori della droga della Capitanata sono stati bloccati dai carabinieri, al termine di un’inchiesta della Dda. Ottantadue […]
Mafia, colpo allo storico “mandamento” di Porta Nuova: 7 boss arrestati a Palermo, 20 indagati
Blitz antimafia a Palermo dove i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo hanno eseguito 20 ordinanze di custodia cautelare, di cui 7 in carcere, 2 di obblighi di dimora e 11 di obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di boss, gregari, estortori e favoreggiatori. L’indagine, coordinata dalla Dda di Palermo guidata dal procuratore […]
Blitz contro il “welfare mafioso” indagati 5 familiari di boss detenuti
«Giuseppe, non ti dimenticare a fargli ricordare a Vassoio per la fine del mese… a casa i problemi ci sono». Così diceva il boss Ivano Parrino al “collega” Giuseppe Incontrera. “Vassoio”, soprannome di Giuseppe Auteri, il custode della cassa del clan Porta Nuova, incaricato di occuparsi del sostentamento delle famiglie dei detenuti. Le intercettazioni dei […]
I domiciliari al medico del padrino
Il gip del tribunale di Palermo, Alfredo Montalto, ha concesso gli arresti domiciliari ad Alfonso Tumbarello, il medico di Campobello di Mazara (Trapani) in carcere dal 7 febbraio con l’accusa di avere avuto un ruolo determinante nella latitanza di Matteo Messina Denaro. Accolta l’istanza degli avvocati Gioacchino Sbacchi e Giuseppe Pantaleo: Tumbarello è anziano, ha […]
Fondi europei e pesce i business dei nuovi padrini Micalizzi tornato al vertice
Michele Micalizzi dopo vent’anni passati in carcere per omicidio. Il 74enne genero dello storico capomafia Rosario Riccobono, scarcerato nel 2015, resta uomo di tanti, troppi misteri. Ieri notte, è stato arrestato nuovamente dai carabinieri del nucleo Investigativo guidato dal tenente colonnello Salvatore Di Gesare. L’indagine coordinata dalla procura diretta da Maurizio de Lucia racconta di […]
Caino e Abele affiliati a Cosa nostra tentato omicidio tra i fratelli Cusimano
Con Giuseppe e Nicolò Cusimano in carcere gli altri due fratelli ancora liberi vogliono comandare la famiglia mafiosa dello Zen-Pallavicino. Anello, chiamato da tutti Emanuele, e Carmelo hanno visioni opposte: più spregiudicato e poco incline a seguire le regole il primo, inquadrato e rispettoso di ruoli e compiti il secondo. Quella che i carabinieri descrivono […]
Le imprese funebri sotto ricatto. “Se non pagano, fuori da Villa Sofia”
«Vedi che questo mese non ne pagò, cumpa’… Voglio vedere se qualcun altro ha uscito un euro». I boss avevano un controllo capillare su ogni servizio funebre all’ospedale di Villa Sofia. La famiglia mafiosa di Resuttana non permetteva ad alcun impresario del caro estinto di lavorare nella camera ardente di via Croce Rossa senza prima […]
